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	<title>questionidiarmonia.com &#187; recensione</title>
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	<description>Stefano Cucchi : questioni di armonia</description>
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		<title>Don Carlo Josè Seno – Concerto del pianista/sacerdote</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Album - CD - Concerti...]]></category>
		<category><![CDATA[Chopin]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Don Carlo Josè Seno]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione del concerto di Don Carlo Josè Seno: pianista/sacerdote]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11 Febbraio 2010 – Milano, Basilica di S. Eufemia.<br />
Don Carlo Josè Seno – Pianoforte<br />
Per il ciclo: “Il genio di Chopin” presenta: Le Quattro Ballate</p>
<p>Una serata molto particolare, di quelle che ti riconciliano con la musica dopo momenti difficili che si sommano alle soddisfazioni professionali pericolosamente latitanti.<br />
Una serata di pioggia, in cui Milano non ha voglia di addormentarsi, e rumori del centro sono ancora più fastidiosi nel buio della notte incipiente.<br />
Così entri trafelato in una chiesa di Corso Italia, passi dal freddo della strada umida al calore di questo luogo sacro.<span id="more-395"></span></p>
<p>Prendo il programma di sala, già mi avevano accennato della figura di questo Sacerdote – Pianista: Don Carlo Josè Seno, milanese del 1958, cresciuto al Conservatorio di Milano alla scuola di Mozzati e perfezionatosi a Parigi sotto la guida di Germaine Mounier e Georges Cziffra.<br />
Avviatosi a una carriera di brillante concertista, nel 1983 entrà nel Seminario della diocesi di Milano e nel 1990 viene ordinato Sacerdote.</p>
<p>Esce dalla sacrestia con un volto luminoso e sorridente, prende in mano il microfono e saluta i presenti, nulla c&#8217;è della liturgia tipica dei concerti.<br />
E&#8217; l&#8217;ultimo appuntamento del ciclo Chopiniano, serate in cui racconta la vita di Chopin, spiega la genesi delle opere, offre semplici spunti di ananlisi con esempi al pianoforte&#8230;e poi suona.<br />
E suona veramente! Con tecnica cristallina, buon gusto, brio, sensibilità: esce il carattere Chopiniano in tutti i suoi aspetti.</p>
<p>Durante le brevi introduzioni ai singoli brani fa ascoltare i temi e ci offre la sua interpretazione del brano: ciò che suscita in lui, ciò che rappresenta, cosa “racconta”: ha comunque l&#8217;accortezza di spiegare al pubblico che Chopin non ha mai scritto musica a programma, la musica racconta sé stessa, il suo percorso è solo emotivo e spirituale e non ha nessun aggancio con storie o immagini.<br />
Certo le sue “interpretazioni” e  spiegazioni sono opinabili ma si percepiva chiaramente quanto fossero meditate e soppesate e non fossero un semplice artificio per raccontare la musica.<br />
Colpiva la naturalezza con cui passava dal microfono alla tastiera del pianoforte snocciolando le cascate di note della prima ballata senza la minima incertezza.</p>
<p>Ho partecipato al concerto con grande piacere, conosco a memoria le ballate, ma se ci si dispone con animo nuovo e aperto&#8230;le persone, le storie, la musica&#8230;hanno sempre qualcosa da dirci.<br />
Si intuiva quanto per questo sacerdote la musica fosse un mezzo per avvicinarsi a Dio, per vivere la sua spiritualità attraverso il pianoforte.<br />
Anche per chi non è credente: ho la convinzione che l&#8217;arte abbia la capacità di avvicinarsi a ciò che c&#8217;è di più profondo, vero, bello, dentro di noi.<br />
Coltiviamo l&#8217;arte con animo sincero e trasparente: forse la bellezza salverà questo mondo.</p>
<p>Il bis è stato l&#8217;Ave Maria di Bach Gounod, terminata in silenzio senza applausi per espressa volontà di Don Carlo, come fosse un momento di preghiera conclusiva.<br />
[Ho scoperto in questa occasione che è possibile suonare il 1' preludio del 1' libro del C.B.T. con la sola mano sinistra!]</p>
<p>Terminato il concerto, accompagnato da una amica del Sacerdote mi sono recato in sacrestia per salutarlo e complimentarmi con lui, una persona semplice e gentile: mi è venuta in mente la parabola dei talenti: “A chi molto è stato dato molto sarà chiesto!”, dobbiamo essere grati che ci siano persone che regalano al prossimo la loro arte con semplicità, naturalezza e modestia.<br />
Quante figure di “artisti” vanagloriosi, supponenti, arroganti si incontrano nella carriera di musicista!</p>
<p>Poi sono uscito nel freddo della strada, la neve si trasformava in pioggia, Milano dormiva, la giornata era finita bene.<br />
Stefano.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Manuali di CONTRAPPUNTO</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/manuali-di-contrappunto/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/manuali-di-contrappunto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 22:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni libri - manuali...]]></category>
		<category><![CDATA[contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[Dubois]]></category>
		<category><![CDATA[manuali]]></category>
		<category><![CDATA[Piston]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Salzer & Schachter]]></category>
		<category><![CDATA[Thakar]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione dei principali manuali di contrappunto in commercio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con quale manuale iniziare lo studio del contrappunto?<br />
Bella domanda!<br />
Sarebbe bene cercarsi un ottimo insegnante/compositore, ma per chi intendesse avvicinarsi a questo interessante argomento, da dove si può iniziare?<span id="more-228"></span></p>
<p><strong>C&#8217;è da chiarirsi su un punto importante:</strong></p>
<p><strong>Il contrappunto</strong> non è che uno degli aspetti di una composizione, c&#8217;è l&#8217;armonia, la forma, lo stile: tutti aspetti intrecciati tra di loro.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Ora, i manuali tradizionali di contrappunto in &#8220;stile severo&#8221;, dal &#8220;Gradus ad Parnassum&#8221; di Fux del 1725 in poi, insegnano a muovere le voci in un percorso dal sempilce al complesso:</span></p>
<ul>
<li>Prima contrappunto di prima specie: a 2 parti, poi seconda specie, etc&#8230;</li>
<li>Poi 3 parti: prima specie, seconda specie, etc&#8230;così via fino ad arrivare a 8 parti/doppio coro.</li>
<li>Poi si passa al contrappunto doppio e alla fuga.</li>
</ul>
<p>Questi manuali NON TRATTANO aspetti stilistici, armonici, melodici, formali, etc&#8230;</p>
<p><img class="size-thumbnail wp-image-232 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="manuale_dubois" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/manuale_dubois-150x150.jpg" alt="" width="74" height="74" /><br />
Un ottimo manuale di questo tipo anche se un po&#8217; datato è il <strong><span style="text-decoration: underline;">Dubois</span> </strong>che ha la difficoltà di essere scritto nelle 4 chiavi antiche. Bisogna considerare anche la limitazione che studiando su questi testi si impara a scrivere solo per voci e non per strumenti.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-234 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="Thakar_contrappunto" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/Thakar_contrappunto.jpg" alt="" width="74" height="100" /></p>
<p>Un altro manuale di questo tipo (esclusivamente stile severo vocale) è quello di <strong><span style="text-decoration: underline;">Markand Thakar</span></strong>;ha anche delle guide molto dettagliate per la &#8220;risoluzione&#8221; degli esercizi&#8230;con qualche<br />
stranezza: a volte consiglia di partire la risoluzione dalla cadenza finale&#8230;ma io le frasi musicali le costruisco dall&#8217;inizio!</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ci sono poi manuali che si occupano di CONTRAPPUNTO/COMPOSIZIONE.</span></strong></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-237" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="Piston_contrappunto" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/Piston_contrappunto-150x150.jpg" alt="" width="74" height="74" /></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span><br />
Uno dei miei preferiti è quello di<strong> <span style="text-decoration: underline;">Walter Piston</span></strong>; basta scorrere l&#8217;elenco dei capitoli per capire la diversa impostazione:<br />
<span style="color: #ffffff;">.<br />
.<br />
.</span></p>
<ul>
<li>La curva melodica</li>
<li>Il ritmo melodico (metro, accenti&#8230;)</li>
<li>La base armonica (cromatismo, dissonanze armoniche, dissonanze contrappuntistiche, note di passaggio&#8230;)</li>
<li>Ritmo armonico (attività armonica, relazioni col metro&#8230;)</li>
<li>Contrappunto a due parti</li>
<li>Struttura motivica</li>
</ul>
<p>Capite che un manuale di questo tipo affronta la questione in maniera completamente diersa: presenta esempi di musica pianistica, orchestrale, strumentale&#8230;</p>
<p>Gli esercizi sono molto più stimolanti, ma presuppongono una guida esperta di un compositore o che lo studente abbia già un certo talento compositivo innato.<br />
Si può anche pensare di affiancarlo a manuali tipo: <span style="text-decoration: underline;">&#8220;Elementi di composizione musicale&#8221; di A. Shonberg.</span></p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-238" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="Salzer_contrappunto" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/Salzer_contrappunto-150x150.jpg" alt="" width="74" height="74" />Un altro manuale che ha un approccio simile è: <strong><span style="text-decoration: underline;">&#8220;Contrappunto e composizione&#8221; di Feliz Salzer &amp; Carl Schachter.<br />
</span></strong>Al dì là del discorso sull&#8217;analisi Shenkeriana di cui i due autori sono convinti sostenitori; teoria che comporta all&#8217;interno del volume l&#8217;utilizzo di metologie di analisi non universalmente riconosciute, il testo è molto chiaro.<br />
Comincia con la costruzione del &#8220;cantus firmus&#8221;, poi continua con l&#8217;analisi delle varie specie.<br />
Dopo circa un centinaio di pagine comincia la seconda parte: &#8220;Tecniche di contrappunto plrolungato&#8221; in cui analizza vari frammenti di composizioni individuando le specie dei contrappunti utilizzate e vari aspetti del contrappunto:</p>
<ul>
<li>Prolungamneti melodico-contrappuntistici</li>
<li>Contrappunto interno ad accordi prlolungati</li>
<li>L&#8217;evoluzione della dissonanza</li>
<li>&#8230;&#8230;.</li>
</ul>
<p>Poi è presente una sezione sul &#8220;corale&#8221;, segue un capitolo sul <span style="text-decoration: underline;">contrappunto imitativo</span>, in fine una parte MOLTO INTERESSANTE di circa un centinaio di pagine sulle varie tecniche di condotta delle parti dal 1450ca. al 1900 ca.<br />
Contiene esempi di Okeghem, Despres, Palestrina, Bach, etc. fino ad arrivare a Faurè e Skrjabin.</p>
<p><strong>Ciò che conta poi è l&#8217;ANALISI e la COMPRENSIONE dei capolavori della letteratura!</strong></p>
<p>Mi ricordo che qualche anno fa feci una trascrizione per pianoforte a 4 mani della Ouverture del &#8220;Flauto Magico&#8221; di Mozart: esempio sublime di compenetrazione tra la tecnica contrappuntistica della fuga e la forma sonata.<br />
Fu un esercizio utilissimo: scrivere nota per nota i temi, le entrate, gli intrecci mi servì per comprendere come era stato costruito questo brano.</p>
<p>Io consiglio sempre di studiare trascrivendo molti passi contrappuntistici che ci piacciono, perchè il contrappunto è una forza espressiva musicale molto potente se ben usata, non deve essere MAI un sistema arido di combinazioni di note.<br />
Sopratutto impareremo che la forza del contrappunto stà nella caratterizzazione dei temi che vengono combinati: il Kyrie dal Requiem di Mozart, la &#8220;Sonata a tre&#8221; dall&#8217; offerta musicale di Bach, il &#8220;Preludio Corale e Fuga&#8221; di Frank!<br />
Lo studio di questi brani associato al costante esercizio compositivo in stile severo ci permetterà di comprendere l&#8217;intima essenza e vitalità del contrappunto e di acquisire una salda sensibilità contrappuntistica.</p>
<p>Se desiderate il PDF dell&#8217;articolo:<br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/manuali_di_contrappunto.pdf">manuali_di_contrappunto.pdf</a></p>
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		<title>CRAZY RIVER &#8211; Michael Bublè</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 13:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Album - CD - Concerti...]]></category>
		<category><![CDATA[CD]]></category>
		<category><![CDATA[Crazy love]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Bublè]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho comprato il nuovo CD di Michael Bublè "Crazy Love", l'ho ascoltato con piacere e l'ho molto apprezzato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/crazy_love.jpg"><img class="size-full wp-image-119 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="crazy_love" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/crazy_love.jpg" alt="" width="126" height="94" /></a>Michael Bublè: &#8220;Crazy River&#8221; &#8211; Reprise Record 2009 &#8211; Warner Music Group Company.</p>
<p>L&#8217;ho comprato dopo aver visto/sentito il video della traccia 5: &#8220;Haven&#8217;t met you yet&#8221;.<br />
Questa canzone mi ha messo di buon umore, così d&#8217;impulso ho comprato l&#8217;album&#8230;</p>
<p><span id="more-118"></span></p>
<h2>Impressioni</h2>
<p>Come d&#8217;abitudine l&#8217;ho ascoltato tutto dalla prima traccia all&#8217;ultima.<br />
Un ottimo lavoro; ben arrangiato, ben suonato, ben cantato, ben registrato.</p>
<h2>Traccia per traccia</h2>
<p>Parte con una serie di classici: <strong>&#8220;Cry me a river&#8221;, &#8220;All of me&#8221;, &#8220;Georgia on my mind&#8221;</strong>.<br />
Pur restando nel solco dello swing/jazz tradizionale gli arrangiamenti sono freschi e piacevoli, Quincy Jones è l&#8217;arrangiatore di &#8220;All of me&#8221;, i suoi colleghi seppure meno famosi non sono da meno riguardo alla qualità del lavoro. Ho deciso di proposito di non riascoltare gli originali o le versioni storiche più conosciute, la prova di Bublè è più che convincente.<br />
La traccia 4 <strong>&#8220;Crazy love&#8221;</strong> è un brano di Van Morrison cantato con dolcezza e convinzione con uno stupendo solo di chitarra di Michael Landau.<br />
La traccia 5 <strong>&#8220;Haven&#8217;t met you yet&#8221;</strong> è firmata da Bublè con Alan Chang (superbo pianista) e Amy S. Foster.  Bellissimo il mixaggio con la chitarra in sottofondo, bellissima la linea melodica e l&#8217;inciso che porta al ritornello, bello l&#8217;accompagnamento semplicissimo ad accordi ribattuti al piano e bella la frase finale del ritornello in cui resta solo la voce. Dopo la seconda strofa c&#8217;è un solo di tromba , mi ricorda certe cose di George Martin tipo &#8220;Penny Lane&#8221; dei Beatles.<br />
Sono brani da ascoltare più volte per apprezzarne la pregevole fattura e le sottigliezze dell&#8217;orchestrazione.<br />
La traccia 7 <strong>&#8220;Hold on&#8221;</strong> è il 2&#8242; brano composto da Michael Bublè: una ballata lenta che sebbene sia armonicamente semplice non dà l&#8217;impressione di già sentito o di scontato.<br />
La traccia 8 <strong>&#8220;Heartache tonight&#8221;</strong> è uno strano incontro tra il rock della chitarra elettrica con i brass di una big band.<br />
Con il brano <strong>&#8220;You&#8217;re nobody till somebody loves you&#8221;</strong> si torna agli anni &#8217;50: una ballad con piano (ben suonato) e voce a cui si unisce la band nella seconda strofa, pregevole la tromba con sordina che dialoga con la voce e l&#8217;uso sapiente del ride nella parte ritmica.<br />
La traccia 11 <strong>&#8220;At this moment&#8221;</strong> è un altro piccolo gioiello con Vinnie Colaiuta alla batteria e Nathan East al basso e una interpretazione molto intensa ma misurata di Bublè.<br />
Il brano 13 <strong>&#8220;Whatever it takes&#8221;</strong> ha un sapore vagamente latino.<br />
La traccia finale <strong>&#8220;Some kind of wonderful&#8221;</strong> è un altro classico di Gerald Goffin e Carol King che ci riporta agli anni &#8217;60.</p>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>Michael Bublè sa cantare, sa scegliere le canzoni, sa scegliere i collaboratori giusti e sceglie i migliori musicisti in circolazione (citiamo almeno Lenny Castro alle percussioni, per chi non lo sapesse gia percussionista con i Toto in brani storici quali &#8220;Africa&#8221;).<br />
Un prodotto &#8220;di nicchia&#8221; che dal mio punto di vista tutti gli appassionati di musica dovrebbero apprezzare.<br />
La voce è molto presente nel mixaggio senza sovrastare gli strumenti,  suona molto naturale e si ha modo di ascoltarne ogni singola inflessione sia nel grave che all&#8217;acuto, e non scompare nelle parti sussurrate, pur non avvertendo minimamente l&#8217;uso di compressori.<br />
Un grande plauso va agli arrangiatori per la grande tavolozza sonora e timbrica utilizzata.</p>
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