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	<title>questionidiarmonia.com &#187; Chopin</title>
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	<description>Stefano Cucchi : questioni di armonia</description>
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		<title>CHOPIN &#8211; Scherzo in Si bemolle minore op.31</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/03/chopin-scherzo-in-si-bemolle-minore-op-31/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/03/chopin-scherzo-in-si-bemolle-minore-op-31/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 22:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armonia e Contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[Chopin]]></category>
		<category><![CDATA[forma]]></category>
		<category><![CDATA[Op. 31]]></category>
		<category><![CDATA[scherzo]]></category>
		<category><![CDATA[Si bemolle minore]]></category>

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		<description><![CDATA[Analisi dello Scherzo in Si bemolle minore op.31 di F. Chopin.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CHOPIN – Scherzo in Si bemolle minore Op.31</span></strong></p>
<p><strong>Procedimenti armonico/formali</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Tutti conoscono i procedimenti armonici riferiti alle microstrutture: cadenze, collegamenti tra gli accordi, movimenti delle singole voci, etc…, meno studiati sono i processi macrostrutturali caratterizzati armonicamente.</p>
<p>Si studiano i più evidenti; facciamo qualche esempio:</p>
<ul>
<li>Il      trio del minuetto alla tonalità della sottodominante.</li>
<li>Il 2’ tema della sonata      “bitematica tripartita” alla tonalità della dominante o dela relativo      maggiore.</li>
<li>Le      esposizioni della fuga ai toni vicini.</li>
<li>…</li>
</ul>
<p>Dal romanticismo in poi l’armonia diventa campo specifico di invenzione da parte del compositore.<span id="more-438"></span></p>
<p>Semplificando in maniera brutale (e quindi scorretta) potremmo dire che fino a Beethoven l’armonia è “terreno comune”, l’armonia non si inventa; certo Haydn è riconoscibile, la sua formazione di autodidatta lo portò ad essere originale, Mozart era sicuramente un genio anche armonicamente…</p>
<p>I romantici inventano forme, accordi, collegamenti accordali, cadenze; Schumann, Chopin, Listz sono diversissimi tra di loro anche armonicamente, fino ad arrivare a Wagner con l’invenzione di un liguaggio di “quadriadi” quasi completamente originale.</p>
<p><em>Oggi vorrei analizzare lo Scherzo Op.31 di Chopin per capire come sono organizzate armonicamente le varie sezioni.</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">La tonalità di impianto è Si bemolle minore.</span></p>
<p>Indico le misure secondo la   Urtext G. Hehle Verlag, le lettere in grassetto sottolineato indicano i vari temi esposti nelle sezioni.</p>
<p>Schematizziamo:</p>
<ol>
<li>Misure      1 – 64: Si bemolle minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">A</span></strong></li>
<li>Misure      64 – 129: Re bemolle maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">B</span></strong></li>
<li>Misure      130 – 196: Si bemolle minore. <strong>A</strong></li>
<li>Misure      197 – 263: Re bemolle maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">B</span></strong></li>
<li>Misure      264 –  298: La maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">C</span></strong></li>
<li>Misure      299 – 333: Do diesis minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">D</span></strong></li>
<li>Misure      334 – 365: Mi maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">E</span></strong></li>
<li>Misure      366 – 378: La maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">C</span></strong></li>
<li>Misure      379 – 435: Do diesis minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">D</span></strong></li>
<li>Misure      436 – 467: Mi maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">E</span></strong></li>
<li>Misure      468 – 491: Mi maggiore – Sol minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">E</span></strong></li>
<li>Misure      492 – 534: Sol minore – Do minore – La bemolle minore – Mi maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">D</span></strong></li>
<li>Misure      535 – 583: Si bemolle minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">E</span></strong></li>
<li>Misure      584 – 647: Si bemolle minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">A</span></strong></li>
<li>Misure      648 – 715: Re bemolle maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">B</span></strong></li>
<li>Misure      716 – 780: Mi maggiore – Si bemolle minore – Re bemolle maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">A</span></strong></li>
</ol>
<p>Ci sono numerosi studi che cercano di spiegare la forma di questo scherzo, direi che c’è:</p>
<ul>
<li>esposizione:       misure 1 – 400</li>
<li>sviluppo:       misure 468 – 5833</li>
<li>ripresa:       misure 584 – 78</li>
</ul>
<p><em>Direi che armonicamente si basa sull’accostamento di tonalità relative minore/maggiore (Si bemolle minore/Re bemolle maggiore – La maggiore/Do diesis minore) e affinità di terza (Re bemolle maggiore – La maggiore).</em></p>
<p>Nello sviluppo vengono toccate numerose tonalità, ma nessuna di queste caratterizza un episodio a se stante.</p>
<p><strong>Semplificando al massimo potremmo dire che la <span style="text-decoration: underline;">esposizion</span>e passa dalla regione di Re bemolle maggiore (e relativo minore) alla regione di La maggiore (con i toni vicini Mi maggiore e Do diesis minore).<br />
Dopo uno <span style="text-decoration: underline;">sviluppo</span> che tocca varie tonalità si ha una <span style="text-decoration: underline;">ripresa</span> della pima parte con agguinta di una coda che ci riporte nella regione di Si bemolle minore – Re bemolle maggiore.</strong></p>
<p><strong> </strong>Buona Musica!<br />
Stefano.<strong> </strong></p>
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		<item>
		<title>Don Carlo Josè Seno – Concerto del pianista/sacerdote</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/02/don-carlo-jose-seno-%e2%80%93-concerto-del-pianistasacerdote/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Album - CD - Concerti...]]></category>
		<category><![CDATA[Chopin]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Don Carlo Josè Seno]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione del concerto di Don Carlo Josè Seno: pianista/sacerdote]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11 Febbraio 2010 – Milano, Basilica di S. Eufemia.<br />
Don Carlo Josè Seno – Pianoforte<br />
Per il ciclo: “Il genio di Chopin” presenta: Le Quattro Ballate</p>
<p>Una serata molto particolare, di quelle che ti riconciliano con la musica dopo momenti difficili che si sommano alle soddisfazioni professionali pericolosamente latitanti.<br />
Una serata di pioggia, in cui Milano non ha voglia di addormentarsi, e rumori del centro sono ancora più fastidiosi nel buio della notte incipiente.<br />
Così entri trafelato in una chiesa di Corso Italia, passi dal freddo della strada umida al calore di questo luogo sacro.<span id="more-395"></span></p>
<p>Prendo il programma di sala, già mi avevano accennato della figura di questo Sacerdote – Pianista: Don Carlo Josè Seno, milanese del 1958, cresciuto al Conservatorio di Milano alla scuola di Mozzati e perfezionatosi a Parigi sotto la guida di Germaine Mounier e Georges Cziffra.<br />
Avviatosi a una carriera di brillante concertista, nel 1983 entrà nel Seminario della diocesi di Milano e nel 1990 viene ordinato Sacerdote.</p>
<p>Esce dalla sacrestia con un volto luminoso e sorridente, prende in mano il microfono e saluta i presenti, nulla c&#8217;è della liturgia tipica dei concerti.<br />
E&#8217; l&#8217;ultimo appuntamento del ciclo Chopiniano, serate in cui racconta la vita di Chopin, spiega la genesi delle opere, offre semplici spunti di ananlisi con esempi al pianoforte&#8230;e poi suona.<br />
E suona veramente! Con tecnica cristallina, buon gusto, brio, sensibilità: esce il carattere Chopiniano in tutti i suoi aspetti.</p>
<p>Durante le brevi introduzioni ai singoli brani fa ascoltare i temi e ci offre la sua interpretazione del brano: ciò che suscita in lui, ciò che rappresenta, cosa “racconta”: ha comunque l&#8217;accortezza di spiegare al pubblico che Chopin non ha mai scritto musica a programma, la musica racconta sé stessa, il suo percorso è solo emotivo e spirituale e non ha nessun aggancio con storie o immagini.<br />
Certo le sue “interpretazioni” e  spiegazioni sono opinabili ma si percepiva chiaramente quanto fossero meditate e soppesate e non fossero un semplice artificio per raccontare la musica.<br />
Colpiva la naturalezza con cui passava dal microfono alla tastiera del pianoforte snocciolando le cascate di note della prima ballata senza la minima incertezza.</p>
<p>Ho partecipato al concerto con grande piacere, conosco a memoria le ballate, ma se ci si dispone con animo nuovo e aperto&#8230;le persone, le storie, la musica&#8230;hanno sempre qualcosa da dirci.<br />
Si intuiva quanto per questo sacerdote la musica fosse un mezzo per avvicinarsi a Dio, per vivere la sua spiritualità attraverso il pianoforte.<br />
Anche per chi non è credente: ho la convinzione che l&#8217;arte abbia la capacità di avvicinarsi a ciò che c&#8217;è di più profondo, vero, bello, dentro di noi.<br />
Coltiviamo l&#8217;arte con animo sincero e trasparente: forse la bellezza salverà questo mondo.</p>
<p>Il bis è stato l&#8217;Ave Maria di Bach Gounod, terminata in silenzio senza applausi per espressa volontà di Don Carlo, come fosse un momento di preghiera conclusiva.<br />
[Ho scoperto in questa occasione che è possibile suonare il 1' preludio del 1' libro del C.B.T. con la sola mano sinistra!]</p>
<p>Terminato il concerto, accompagnato da una amica del Sacerdote mi sono recato in sacrestia per salutarlo e complimentarmi con lui, una persona semplice e gentile: mi è venuta in mente la parabola dei talenti: “A chi molto è stato dato molto sarà chiesto!”, dobbiamo essere grati che ci siano persone che regalano al prossimo la loro arte con semplicità, naturalezza e modestia.<br />
Quante figure di “artisti” vanagloriosi, supponenti, arroganti si incontrano nella carriera di musicista!</p>
<p>Poi sono uscito nel freddo della strada, la neve si trasformava in pioggia, Milano dormiva, la giornata era finita bene.<br />
Stefano.</p>
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