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	<title>questionidiarmonia.com &#187; armonia</title>
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	<description>Stefano Cucchi : questioni di armonia</description>
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		<title>SINFONIA (invenzione a 3 voci) No.10 in G major, BWV 796</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 21:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armonia e Contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica pianistica]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[Bach]]></category>
		<category><![CDATA[BWV 796]]></category>
		<category><![CDATA[contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>
		<category><![CDATA[spartito]]></category>

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		<description><![CDATA[Analii della SINFONIA (invenzione a 3 voci) No.10 in G major, BWV 796 di Johan Sebastian Bach]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Analisi della <em>SINFONIA</em> No.10 in SOl Maggiore &#8211; BWV 796 di J.S.Bach<br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2011/08/invenzione_3_intestazione.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1031" title="invenzione_3_intestazione" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2011/08/invenzione_3_intestazione-300x83.jpg" alt="" width="286" height="79" /></a><br />
Così scriveva il sommo Bach sul frontespizio delle &#8220;Invenzioni e Sinfonie&#8221; (invenzioni a  2 voci e invenzioni a 3 voci):</p>
<p><em>&#8220;Metodo efficace con cui si presenta in forma chiara agli appassionati del clavicembalo e soprattutto a coloro che sono desiderosi di apprendere, non soltanto  come si suona correttamente a due voci, ma anche come si può  arrivare, man mano che l&#8217;allievo progredisce, a far buon uso di tre voci  obbligate e ottenere così non soltanto delle buone invenzioni, ma  poterle pure bene eseguire e soprattutto acquistare l&#8217;arte del cantabile  e il gusto della composizione <strong>»</strong></em></p>
<p>Joh. Seb. Bach, Maestro di Cappella di Sua Altezza il Principe di Anhalt-Köthen, Anno Christi 1723.</p>
<p><span id="more-1027"></span><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2011/08/invenzione.mp3">invenzione.mp3</a><br />
Come è chiaro dalle parole di J.S. Bach, le invenzioni e le sinfonie furono scritte come opere didattiche per aspiranti cembalisti e aspiranti compositori; la difficoltà per entrambe le figure è la stessa, si tratta di portare avanti 3 voci: nel caso del pianista di farle sentire con 3 qualità di tocco/suono diffrenti, nel caso del compositore di comporre tre voci che si armonizzino in un insieme organico.<br />
Pur nella loro semplicità e brevità le sinfonie sono dei piccoli capolavori.<br />
La sinfonia in SOL maggiore potrebbe essere paragonata a una fuga:</p>
<ul>
<li>Esposizione: misure 1- 8</li>
<li>Parte libera: misure 9 &#8211; 19</li>
<li>Esposizione ai toni vicini: misure 20 &#8211; 24</li>
<li>Esposizione finale: misura 25 &#8211; 33</li>
</ul>
<p>Mancherebbero gli stretti e il pedale&#8230;infatto ho scritto &#8220;potrebbe essere paragonata a una fuga&#8221;!<br />
La prima esposizione presenta le entrate del<strong> tema </strong>in tonalità di impianto <em>(soggetto)</em> e lla tonalità della dominante <em>(risposta)</em> come se si trattasse di una vera e propria fuga; non è individuabile però un controsoggetto dal profilo melodico/ritmico definito.<br />
La 3&#8242; voce che entra all&#8217;inizio alla mano sinistra serve come semplice sostegno armonico, si muove infatti sui gradi principali delle tonalità di SOL maggiore e di RE maggiore fino a misura 7 quando entrerà con il<strong> tema.</strong></p>
<p><strong></strong>Per il resto non saprei che altro aggiungere, godetevi una buona registrazione o studiatevela al pianoforte!<br />
<em><strong>Io ho preparato uno spartito in PDF con le 3 voci in 3 colori diversi, spero vi possa essere utile per lo studio.</strong></em><br />
Buona musica a tutti.<br />
Stefano.<br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2011/08/Invenzione_3_voci_sol_maggiore.pdf">Invenzione_3_voci_sol_maggiore.pdf<br />
</a></p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2011/08/invenzione_3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1037" title="invenzione_3" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2011/08/invenzione_3-231x300.jpg" alt="" width="282" height="366" /></a></p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2011/08/invenzione_3_bis.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1038" title="invenzione_3_bis" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2011/08/invenzione_3_bis-300x138.jpg" alt="" width="280" height="128" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Da quanti intervalli è formato un accordo?</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/10/da-quanti-intervalli-e-formato-un-accordo/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/10/da-quanti-intervalli-e-formato-un-accordo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 20:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armonia e Contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[dominante]]></category>
		<category><![CDATA[intervallo]]></category>
		<category><![CDATA[nona]]></category>
		<category><![CDATA[settima]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli accordi sono formati dagli tutti intervalli che si creano tra i suoi componenti, non solo dei suoi componenti rispetto alla fondamentale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso ci si chiede da quanti intervalli sia formato un accordo; pensiamo ad un accordo di <em><strong>settima di dominante</strong></em>: istintivamente diciamo che è formato da <span style="text-decoration: underline;">3 intervalli di 3’ sopra la fondamentale</span>: in particolare una <strong>3’ maggiore</strong>, una<strong> 5’ giusta</strong> e una <strong>7’ minore</strong>…ma ciò non è esatto! E’ giusto ma è una risposta parziale; non abbiamo considerato la disposizione degli intervalli tra le varie componenti dell’accordo.<br />
Vediamo l’esempio:<br />
<img class="size-medium wp-image-860 alignnone" title="settima_di_dominante" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/10/settima_di_dominante-300x56.jpg" alt="" width="599" height="110" /></p>
<p><span id="more-857"></span>A volte sono gli intervalli “interni – nascosti” quelli più significativi!<br />
Per esempio <span style="text-decoration: underline;">in questo accordo l’intervallo caratteristico è la <strong>5’ diminuit</strong>a che si forma tra la terza e la settima dell’accordo.</span></p>
<p>Aumentando le componenti dell’accordo aumentano di conseguenza le componenti intervallari.<br />
Vediamo un accordo di <em><strong>nona di dominante</strong></em> (nona minore).<br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-862" title="nona_di_dominante" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/10/nona_di_dominante-300x88.jpg" alt="" width="601" height="176" /></p>
<p>Soprattutto chi ha studiato jazz senza avere conoscenze di contrappunto e armonia tonale è portato a considerare le settime, none, undicesime, etc, come note aggiuntive (“estensioni” nella terminologia jazzistica) che servono a dare “colore&#8221; ad un accordo specifico.<br />
In realtà vediamo che in questo accordo ci sono ben <strong>2 tritoni</strong> oltre a una <strong>settima minore</strong> e una <strong>nona minore</strong>.<br />
E’ un accordo con una grande componente di tensione, l’aggiunta di una nona non solo aggiunge “colore” all’accordo, ma cambia anche il significato dei suoi vari componenti.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Nell’accordo di settima di dominante la nota SOL è una nota “neutra”, non ha aspetti tensivi; nell’accordo di nona di dominante la nota SOL fa parte di un tritono con la nota RE bemolle.</span><br />
Non è più “neutra”, avrà probabilmente una tendenza risolutiva verso un LA bemolle, in concomitanza con in RE bemolle tende a risolvere sul DO.</p>
<p>Sono aspetti da tenere in considerazione soprattutto in fase di arrangiamento/orchestrazione; è giusto pensare che <strong><em>funzionalmente un accordo di 7’ o di 9’ di dominante sono identici, ma i loro componenti assumono significati diversi.</em></strong><br />
E’ sempre utile pensare contrappuntisticamente i collegamenti tra gli accordi.<br />
Ci si avventura in un discorso complesso: si compone una successione di armonie o gli accordi nascono dall’incontrarsi di voci interdipendenti? L’ago della bilancia varia a seconda dello stile, del brano, etc…</p>
<p>Vale sempre il mio consiglio: <span style="text-decoration: underline;">comporre sempre pensando a un quintetto di strumenti diversi</span>; così saranno subito evidenti le “voci” e le caratteristiche di ogni componente accordale.</p>
<p>Buona musica a tutti.<br />
Stefano.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sostituzione di tritono</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/06/sostituzione-di-tritono/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[piano]]></category>
		<category><![CDATA[sostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[tritono]]></category>
		<category><![CDATA[voicing]]></category>

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		<description><![CDATA[Sostituzione di tritono: Sostituzione dell'accordo di settima di dominante con l'accordo avente tritono enarmonico in comune.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per <strong>sostituzione di tritono</strong> si intende la sostituzione di un accordo di settima di dominante con l&#8217;accordo di settima di dominante avente <span style="text-decoration: underline;">tritono enarmonico in comune</span>. L&#8217;accordo &#8220;sostituto&#8221; si trova a distanza di tritono dall&#8217;accordo &#8220;originale&#8221;.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-646" title="tritono_1" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/06/tritono_1-300x73.jpg" alt="" width="432" height="94" /></p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/06/tritono_1.mp3">tritono_1.mp3<br />
</a><span id="more-644"></span><br />
Si tratta di una semplice cadenza: II &#8211; V &#8211; I<br />
Il tritono dell&#8217;accordo di <span style="text-decoration: underline;">Sol7</span>: <strong>Si &#8211; Fa</strong> diventa il tritono dell&#8217;accordo di <span style="text-decoration: underline;">Re bemolle settima</span>: <strong>Fa &#8211; Do bemolle</strong>.<br />
La dominante del primo esempio presenta come estensioni la <span style="text-decoration: underline;">6&#8242; minore</span> (Mi bemolle) e la <span style="text-decoration: underline;">9&#8242; minore</span> (la bemolle).<br />
Nel secondo accordo queste due note diventano rispettivamente la <span style="text-decoration: underline;">9&#8242; maggiore</span> e la 5&#8242; dell&#8217;accordo di settima di dominante costruito sul Re Bemolle.<br />
La sostituzione di tritono permette di avere un movimento semitonale al basso verso la tonica, una specie di &#8220;sensibile superiore&#8221;</p>
<p>Proviamo a invertire le parti: <span style="text-decoration: underline;">passiamo dalla tonalità di Do maggiore alla tonalità di Re bemolle maggiore.</span></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-648" title="tritono_2" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/06/tritono_2-300x76.jpg" alt="" width="434" height="109" /><br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/06/tritono_2.mp3">tritono_2.mp3</a></p>
<p>In questo caso il Si bemolle &#8211; 6&#8242; maggiore dell&#8217;accordo di 7&#8242; di dominante in Re bemolle maggiore &#8211; diventa una 8&#8242; diminuita dell&#8217;accordo di settima costruito sul Sol.<br />
Il Mi bemolle &#8211; 9&#8242; maggiore dell&#8217;accordo di 7&#8242; di dominante costruito sul Re bemolle &#8211; diventa una 6&#8242; minore dell&#8217;accordo costruito sul Sol.</p>
<p><strong><em>La sostituzione di tritono permette di cambiare &#8220;colore&#8221; all&#8217;armonia mantenendone inalterato l&#8217;aspetto FUNZIONALE.<br />
E tutto ciò è possibile cambiando solo il basso, non serve &#8220;ripensare&#8221; tutto l&#8217;accordo; come abbiamo visto nei due esempi precedenti la mano destra rimane invariata.</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>J.S.Bach &#8211; Bwv 895 &#8211; Partita n.1 in Si bemolle maggiore &#8211; Preludio</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/05/j-s-bach-bwv-895-partita-n-1-in-si-bemolle-maggiore-preludio/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 11:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armonia e Contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[Bach]]></category>
		<category><![CDATA[Bwv 825]]></category>
		<category><![CDATA[contrappunto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.questionidiarmonia.com/?p=607</guid>
		<description><![CDATA[Analisi del preludio della Partita n.1 in Si bemolle maggiore di J.S.Bach - Bwv 895. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono seduto al pianoforte qualche giorno fa e ho ripreso in mano il libro delle Partite, ho sempre amato la numero 1, sopratutto il preludio e la giga, ho pensato di fare una semplice analisi contrappuntistica con uno spartito &#8220;a colori&#8221;: i colori indicano le 3 voci, poi ho aggiunto dgli appunti sullo spartito.<span id="more-607"></span><br />
Un brano &#8220;semplice&#8221;, sia tecnicamente che musicalmente.<br />
Un vero e proprio Preludio che schiude il clima emotivo con cui si svilupperà la Partita.<br />
Si tratta di un fugato a tre voci in cui il &#8220;soggetto&#8221; e sempre accompagnato dal suo &#8220;controsoggetto&#8221;.<br />
[I termini "soggetto" e "controsoggetto" sono usati con una certa libertà in quanto NON si tratta di una fuga]<br />
Il soggetto e il controsoggetto sono pensati in contrappunto doppio all&#8217;ottava, sono quindi esposti anche invertendo la voce superiore con la voce inferiore.<br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/05/bwv_825.mp3">bwv_825.mp3</a></p>
<p>E&#8217; possibile scaricare gli spartiti in 2 versioni: Urtext e Spartito con analisi. Entrambi i file sono in formato PDF.</p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/05/bwv_825_urtext.pdf">bwv_825_urtext.pdf</a><br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/05/bwv_825_analisi.pdf">bwv_825_analisi.pdf</a></p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/05/bwv_825_analisi_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-612" title="bwv_825_analisi_1" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/05/bwv_825_analisi_1.jpg" alt="" width="600" height="848" /></a><br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/05/bwv_825_analisi_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-613" title="bwv_825_analisi_2" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/05/bwv_825_analisi_2.jpg" alt="" width="600" height="848" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CHOPIN &#8211; Scherzo in Si bemolle minore op.31</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/03/chopin-scherzo-in-si-bemolle-minore-op-31/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/03/chopin-scherzo-in-si-bemolle-minore-op-31/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 22:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armonia e Contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[Chopin]]></category>
		<category><![CDATA[forma]]></category>
		<category><![CDATA[Op. 31]]></category>
		<category><![CDATA[scherzo]]></category>
		<category><![CDATA[Si bemolle minore]]></category>

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		<description><![CDATA[Analisi dello Scherzo in Si bemolle minore op.31 di F. Chopin.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CHOPIN – Scherzo in Si bemolle minore Op.31</span></strong></p>
<p><strong>Procedimenti armonico/formali</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Tutti conoscono i procedimenti armonici riferiti alle microstrutture: cadenze, collegamenti tra gli accordi, movimenti delle singole voci, etc…, meno studiati sono i processi macrostrutturali caratterizzati armonicamente.</p>
<p>Si studiano i più evidenti; facciamo qualche esempio:</p>
<ul>
<li>Il      trio del minuetto alla tonalità della sottodominante.</li>
<li>Il 2’ tema della sonata      “bitematica tripartita” alla tonalità della dominante o dela relativo      maggiore.</li>
<li>Le      esposizioni della fuga ai toni vicini.</li>
<li>…</li>
</ul>
<p>Dal romanticismo in poi l’armonia diventa campo specifico di invenzione da parte del compositore.<span id="more-438"></span></p>
<p>Semplificando in maniera brutale (e quindi scorretta) potremmo dire che fino a Beethoven l’armonia è “terreno comune”, l’armonia non si inventa; certo Haydn è riconoscibile, la sua formazione di autodidatta lo portò ad essere originale, Mozart era sicuramente un genio anche armonicamente…</p>
<p>I romantici inventano forme, accordi, collegamenti accordali, cadenze; Schumann, Chopin, Listz sono diversissimi tra di loro anche armonicamente, fino ad arrivare a Wagner con l’invenzione di un liguaggio di “quadriadi” quasi completamente originale.</p>
<p><em>Oggi vorrei analizzare lo Scherzo Op.31 di Chopin per capire come sono organizzate armonicamente le varie sezioni.</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">La tonalità di impianto è Si bemolle minore.</span></p>
<p>Indico le misure secondo la   Urtext G. Hehle Verlag, le lettere in grassetto sottolineato indicano i vari temi esposti nelle sezioni.</p>
<p>Schematizziamo:</p>
<ol>
<li>Misure      1 – 64: Si bemolle minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">A</span></strong></li>
<li>Misure      64 – 129: Re bemolle maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">B</span></strong></li>
<li>Misure      130 – 196: Si bemolle minore. <strong>A</strong></li>
<li>Misure      197 – 263: Re bemolle maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">B</span></strong></li>
<li>Misure      264 –  298: La maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">C</span></strong></li>
<li>Misure      299 – 333: Do diesis minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">D</span></strong></li>
<li>Misure      334 – 365: Mi maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">E</span></strong></li>
<li>Misure      366 – 378: La maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">C</span></strong></li>
<li>Misure      379 – 435: Do diesis minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">D</span></strong></li>
<li>Misure      436 – 467: Mi maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">E</span></strong></li>
<li>Misure      468 – 491: Mi maggiore – Sol minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">E</span></strong></li>
<li>Misure      492 – 534: Sol minore – Do minore – La bemolle minore – Mi maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">D</span></strong></li>
<li>Misure      535 – 583: Si bemolle minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">E</span></strong></li>
<li>Misure      584 – 647: Si bemolle minore. <strong><span style="text-decoration: underline;">A</span></strong></li>
<li>Misure      648 – 715: Re bemolle maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">B</span></strong></li>
<li>Misure      716 – 780: Mi maggiore – Si bemolle minore – Re bemolle maggiore. <strong><span style="text-decoration: underline;">A</span></strong></li>
</ol>
<p>Ci sono numerosi studi che cercano di spiegare la forma di questo scherzo, direi che c’è:</p>
<ul>
<li>esposizione:       misure 1 – 400</li>
<li>sviluppo:       misure 468 – 5833</li>
<li>ripresa:       misure 584 – 78</li>
</ul>
<p><em>Direi che armonicamente si basa sull’accostamento di tonalità relative minore/maggiore (Si bemolle minore/Re bemolle maggiore – La maggiore/Do diesis minore) e affinità di terza (Re bemolle maggiore – La maggiore).</em></p>
<p>Nello sviluppo vengono toccate numerose tonalità, ma nessuna di queste caratterizza un episodio a se stante.</p>
<p><strong>Semplificando al massimo potremmo dire che la <span style="text-decoration: underline;">esposizion</span>e passa dalla regione di Re bemolle maggiore (e relativo minore) alla regione di La maggiore (con i toni vicini Mi maggiore e Do diesis minore).<br />
Dopo uno <span style="text-decoration: underline;">sviluppo</span> che tocca varie tonalità si ha una <span style="text-decoration: underline;">ripresa</span> della pima parte con agguinta di una coda che ci riporte nella regione di Si bemolle minore – Re bemolle maggiore.</strong></p>
<p><strong> </strong>Buona Musica!<br />
Stefano.<strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PEDALE di tonica nella &#8220;Marcia&#8221; dallo Schiaccianoci di Tchaikowsky</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/02/pedale-di-tonica-nella-marcia-dallo-schiaccianoci-di-tchaikowsky/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/02/pedale-di-tonica-nella-marcia-dallo-schiaccianoci-di-tchaikowsky/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 12:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armonia e Contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[Pedale]]></category>
		<category><![CDATA[Schiaccianoci]]></category>
		<category><![CDATA[Tchaikovsky]]></category>

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		<description><![CDATA[Analisi del PEDALE DI TONICA dalla "marcia" dallo Schiaccianoci di Tchaikowsky.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ascoltando con attenzione lo “SCIACCIANOCI” di Tchaikowsky mi sono accorto che è una miniera di risorse per lo studio del <a href="http://www.questionidiarmonia.com/tag/pedale/" target="_blank"><strong>pedale</strong></a>.<br />
Già avevo fatto una analisi approfondita della “Danza araba”, vorrei analizzare tutti i pedali perchè sono degli ottimi esempi per gli studenti di composizione, ma anche per studenti di armonia.<span id="more-356"></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Il primo pedale che incontriamo si trova nella <strong>“Marche”</strong> (Marcia): la prima delle 2 “Danze caratteristche”.</span><br />
Si trova nella parte centrale: un ipotetica <strong>B</strong> in una forma <strong>A – B – A&#8217;</strong><br />
E&#8217; un pedale di tonica in tonalità di Mi minore.L&#8217;esempio riporta una riduzione tralasciando i raddoppi  ma indicando gli strumenti che suonano le varie linee melodiche.<br />
E&#8217; armonicamente semplice: praticamente tocca solo i gradi principali della scala introducendo il 4&#8242; grado dalla sua dominante, il Do diesis del fagotto come nota di passaggio dal Re al Do potrebbe dare luogo a un 4&#8242; grado maggiore.<br />
La seconda cadenza non contiene la sensibile Re diesis.<br />
Per chi avesse la partitura completa siamo a misura 41.</p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/02/marcia.mp3">marcia.mp3</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-363" title="marcia" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/02/marcia1.jpg" alt="" width="580" height="470" /></p>
<p>Per chi desiderasse il PDF dell&#8217;articolo:<br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/02/schiaccianoci_marcia.pdf">schiaccianoci_marcia.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>OUVERTURE del &#8220;Flauto Magico&#8221; di Mozart: sonata o fuga?</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/ouverture-del-flauto-magico-di-mozart-sonata-o-fuga/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/ouverture-del-flauto-magico-di-mozart-sonata-o-fuga/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 13:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armonia e Contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[Flauto Magico]]></category>
		<category><![CDATA[Fuga]]></category>
		<category><![CDATA[Mozart]]></category>
		<category><![CDATA[Ouverture]]></category>
		<category><![CDATA[Sonata]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.questionidiarmonia.com/?p=257</guid>
		<description><![CDATA[Analisi della Ouverture del "Flauto Magico" di Mozart che presenta aspetti della fuga e della forma sonata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OUVERTURE DEL “FLAUTO MAGICO”</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-259" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="copertina_flauto_magico" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/copertina_flauto_magico-150x150.jpg" alt="" width="89" height="89" />Il “FLAUTO MAGICO” presenta aspetti contrappuntistici molto interessanti; molto particolare è la OUVERTURE che racchiude in sè alcune caratteristiche della FUGA (c&#8217;è un vero e proprio svolgimento con le entrate dei temi e relative risposte alla dominante) e aspetti formali della forma SONATA BITEMATICA TRIPARTITA (esposizione – sviluppo – ripresa).<span id="more-257"></span></p>
<p>Saltiamo a piè pari il “triplice accordo” con l&#8217;adagio introduttivo e passiamo all&#8217;allegro.<br />
Il tema iniziale è molto simile al tema della sonata per pianoforte in si bemolle maggiore di Clementi; sono note a tutti le circostanze dell&#8217;incontro dei 2 sommi pianisti, nonché la lettera (un po&#8217; velenosa a dire il vero) in cui W. A. Mozart racconta a suo padre Leopold dell&#8217;esibizione di Clementi a cui aveva assistito.<br />
Non voglio in questa sede avventurarmi in “speculazioni” sulle reciproche influenze, solo far notare il fatto che probabilmente (secondo alcuni studiosi, non è certo un&#8217;idea mia!) Mozart prese spunto da Clementi per il tema dell&#8217;Ouverture.</p>
<p>Di seguito riporto l&#8217;inizio dell&#8217;esposizione con le prime due entrate: contralto (2&#8242; violini) e soprano (1&#8242; violini); di seguito entrerà il tenore (viole + celli + fagotti) e il basso (contrabbassi + fagotti)<br />
Questa potrebbe essere sia la “esposizione” dei temi della fuga che il <span style="text-decoration: underline;">“primo tema”.</span></p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/flauto_magico_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-260" title="flauto_magico_1" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/flauto_magico_1.jpg" alt="" width="600" height="264" /></a></p>
<p>Se si trattasse di una fuga dovremmo cercare dei “divertimenti” e poi delle entrate ai toni vicini, se si tratta invece di una “sonata” (anche se non intesa in senso tradizionale) dovremmo cercare un <span style="text-decoration: underline;">“secondo tema”</span> nel tono della dominante.<br />
Cerchiamo&#8230;e in effetti più avanti compare un tema nel tono della dominante seppur contrappuntato con il 1&#8242; tema:<br />
L&#8217;esempio riporta la parte dei fiati da misura 49 (a partire dall&#8217;allegro), gli archi accompagnano a quarti basso – accordo.<br />
A misura 59 questo tema viene ripetuto con i 2 corni che tengono un FA (pedale di dominante), poi ci si avvia alla conclusione della prima parte con una lunga cadenza in Si bemolle maggiore.</p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/flauto_magico_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-262" title="flauto_magico_2" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/flauto_magico_2.jpg" alt="" width="600" height="223" /></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Dopo la corona c&#8217;è di nuovo l&#8217;adagio con il triplice accordo ripetuto 3 volte, poi l&#8217;allegro che sarebbe poi lo SVILUPPO della forma sonata.</span><br />
Le entrate del tema sono ravvicinate e da subito contrappuntate da elementi presi dal controsoggetto o dalla coda del tema.<br />
Le prime due entrate (soprano e tenore) sono in Si bemolle minore, la terza entrata (basso) è nel tono di Do minore, mentre la quarta entrata (soprano) comincia su un accordo di La bemolle maggiore in 1&#8242; rivolto (secondo grado napoletano di Sol minore) per poi terminare nella tonalità di Sol minore.</p>
<p>A battuta 26 (contando da dopo l&#8217;adagio centrale) dopo una battuta di fermata generale c&#8217;è un episodio in cui si alternano la testa del primo tema con una elaborazione motivica del secondo tema.<br />
Questo breve episodio prepara la <span style="text-decoration: underline;">“ripresa” che troviamo a misura 42.</span><br />
Le teste del soggetto e della risposta sono esposte in stretto e subito contrappuntate con elementi del controsoggetto.<br />
Come da manuale il “ponte modulante”&#8230;&#8230;.non modula e il<span style="text-decoration: underline;"> &#8220;secondo tema&#8221; viene esposto nella tonalità d&#8217;impianto.</span><br />
Dopo il secondo tema una lunga coda conferma la tonalità di Mi bemolle maggiore.</p>
<p>In sintesi la struttura potrebbe essere la seguente:</p>
<ul>
<li>Triplice accordo più adagio introduttivo.</li>
<li> Esposizione del 1&#8242; TEMA in Mi bemolle maggiore.</li>
<li> (fugato con 4 entrate del soggetto e un unico controsoggetto)</li>
<li> Ponte modulante.</li>
<li> 2&#8242; TEMA in tonalità di Si bemolle maggiore.</li>
<li> Triplice accordo.</li>
<li> Sviluppo.</li>
<li> Ripresa 1&#8242; TEMA.</li>
<li> Ponte (NON modulante).</li>
<li> 2&#8242; Tema in tonalità di impianto.</li>
<li> Coda.</li>
</ul>
<p>Consideriamo che l&#8217;Ouverture fu scritta quando l&#8217;opera era praticamente terminata; l&#8217;utilizzo del fugato potrebbe anche avere un significato simbolico in relazione alla trama, la musica è piena di simbologie massoniche (il numero 3 su tutti) e anche di qualche citazione: per esempio nella scena degli armigeri c&#8217;è il tema di un corale protestante su un fugato degli archi.<br />
Di sicuro è una delle creazioni più originali dell&#8217;ultimo periodo di Mozart.</p>
<p>Se desiderate il PDF dell&#8217;articolo:<br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/ouverture_flauto_magico.pdf">ouverture_flauto_magico.pdf</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il manuale di ARMONIA di Walter Piston</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/il-manuale-di-armonia-di-walter-piston/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/il-manuale-di-armonia-di-walter-piston/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 22:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni libri - manuali...]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[composizione]]></category>
		<category><![CDATA[walter piston]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.questionidiarmonia.com/?p=202</guid>
		<description><![CDATA[Recensione e commento del manuale di armonia di Walter Piston.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">WALTER PISTON: “ARMONIA” Edizione E.D.T. Torino – ISBN 88-7063-049-8</span></strong></p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/Walter_Piston.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-203" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="Walter_Piston" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/Walter_Piston-150x150.jpg" alt="" width="92" height="92" /></a>Un ottimo manuale di armonia che ho consumato nel corso degli anni, mi era stato consigliato dal mio insegnante di composizione Roberto Favilla e dal clavicembalista Filippo Emanuele Ravizza con cui avevo preparato l’esame di armonia complementare.<br />
Più di 500 pagine dense di contenuti ben spiegati con numerosi esempi tratti dai capolavori dei maestri dal 1600 al 1900.<span id="more-202"></span></p>
<p><strong>Considerazioni sui manuali di armonia.</strong></p>
<p>Ci sono numerosissimi testi in commercio: è essenziale avvicinarsi a un testo avendo ben chiaro cosa chiediamo a un manuale e qual’è l’impostazione dell’autore.</p>
<p>Se prendiamo, per esempio, il testo<strong> “ARMONIA”</strong> <strong>di Diether De La Motte</strong>, avremo un <span style="text-decoration: underline;">percorso storico</span> che parte da Bach, fino ad analizzare i procedimenti di Hindemit (gradiente armonico, classificazione dei tipi di accordi), oppure le procedure di Scrjabin.<br />
Avremo dunque un approccio stilistico relativo ad un’epoca o un autore.</p>
<p>Se prendiamo il testo di <strong>Schönberg</strong> non avremo un “manuale” in senso stretto, non è un libro che possiamo usare per studiare l’armonia, è molto discorsivo, contiene molte divagazioni dell’autore; sono invece interessantissimi gli sviluppi di questo testo che troviamo in <strong>“FUNZIONI STRUTTURALI DELL’ARMONIA ”</strong>, in cui a partire dal concetto di <em>“regioni armoniche”</em> si arriva fino agli accordi per quarte.</p>
<p>E’ chiaro che qui parliamo di testi che trattino l’argomento: <em>armonia della musica classico/romantica occidentale</em> in maniera organica ed approfondita, facendo comunque salvo il fatto che per esaurire l’argomento servirebbe una biblioteca intera.</p>
<p>Esistono poi numerosi testi che trattano argomenti specifici, io per esempio ho molto apprezzato: “ARMONIA DEL VENTUNESIMO SECOLO” di Vincent Persichetti, testo che ha la curiosa caratteristica di contenere esempi composti appositamente dall’autore.</p>
<p><strong>Caratteristiche generali di “ARMONIA” di Walter Piston.</strong></p>
<p>1’ PARTE: Armonia tradizionale (circa 450 pagine).<br />
2’ PARTE: Procedimenti armonici del tardo ‘800 e del ‘900 storico (circa 80 pagine)<br />
APPENDICE: Basi acustiche della scala (una decina di pagine)</p>
<p>La trattazione parte dall’inizio: spiega gli intervalli, il circolo delle quinte, etc.</p>
<p>Ogni capitolo tratta un singolo argomento ed è così strutturato:</p>
<ul>
<li>Spiegazione      con esempi tratti dalla letteratura, o esempi a 4 voci dell’autore (tipo      basso di armonia).</li>
<li>Esercizi      sul modello del basso di armonia (sia già numerati che non numerati),      armonizzazioni di melodie, invenzione di successioni armoniche, etc.</li>
</ul>
<p>E’ un <span style="text-decoration: underline;">ottimo testo di consultazione</span> in quanto contiene un numero molto alto di esempi.</p>
<p>Risulta un po’ difficile da usare senza la guida di un insegnante in quanto non tratta di aspetti stilistici: gli esempi vanno da Bach  a Brahms, si rischia di comporre in un linguaggio non caratterizzato stilisticamente. [Il manuale di Diether De La Motte ad esempio fornisce esercizi specifici per ogni linguaggio caratterizzato storicamente].</p>
<p>Tratta in maniera molto (troppo?) marginale di aspetti contrappuntistici o di aspetti strutturali dell’armonia, penso ad esempio all’uso delle “regioni armoniche” nelle grandi forme, ai procedimenti armonici degli “sviluppi” degli allegri di sonata, etc.<br />
E’ chiaro che si tratta di un testo di armonia ma, non considerare l’aspetto fraseologico, formale, strutturale di una composizione può portare a considerare successioni accordali avulse dal contesto.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Si concentra sulla <strong><em>concatenazione degli accordi</em></strong> e devo dire che in questo aspetto è di una <strong><em>esaustività encomiabile.</em></strong> </span></p>
<p><strong>Capitoli:<br />
(parte prima):</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<ol>
<li><strong>Materiali      della musica</strong></li>
<li><strong>Triadi</strong></li>
<li><strong>Le      successioni armoniche del modo maggiore</strong></li>
<li><strong>Il      modo minore</strong></li>
<li><strong>Tonalità      e modalità</strong></li>
<li><strong>Il      primo rivolto; il basso numerato</strong></li>
<li><strong>Funzione      e struttura della melodia</strong></li>
<li><strong>Note      estranee all’armonia</strong></li>
<li><strong>Armonizzazione      di una melodia</strong></li>
<li><strong>L’accordo      di quarta e sesta</strong></li>
<li><strong>Cadenze</strong></li>
<li><strong>Ritmo      armonico</strong></li>
<li><strong>La      struttura armonica della frase</strong></li>
<li><strong>La      modulazione</strong></li>
<li><strong>L’accordo      di settima di dominante</strong></li>
<li><strong>Dominanti      secondarie</strong></li>
<li><strong>Risoluzioni      eccezionali</strong></li>
<li><strong>……………</strong></li>
<li><strong>……………</strong></li>
</ol>
<p>Non continuo, mi preme sottolineare che una volta letti i primi capitoli e capita l’impostazione del testo si può leggere/studiare il capitolo che più ci interessa senza dover seguire l’iter proposto dall’autore.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Capitoli:<br />
(parte seconda)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>29. </strong><strong>L’armonia tonale considerata dal punto di vista storico<br />
30. </strong><strong>Allargamento dell’armonia tonale<br />
</strong>-          Scale modali e armonia modale<br />
-          Il declino dell’armonia di dominante<br />
-          Relazioni tonali lontane<br />
-          ………….<br />
-          ………….</p>
<p><strong>31. </strong><strong>Modelli di scale e accordi<br />
</strong>-          La scala pentatonica<br />
-          La scala esagonale<br />
-          Le scale artificiali<br />
-          ………….<br />
-          ………….</p>
<p><strong>Considerazioni finali.</strong></p>
<p>Un ottimo testo non solo a chi è interessato alla composizione ma anche a chi, esecutore o appassionato musicista, voglia approfondire la conoscenza dell’armonia.<br />
Di Walter Piston sono in commercio anche il testi: “CONTRAPPUNTO” e “MANUALE DI ORCHESTRAZIONE”, entrambi di ottima fattura.</p>
<p>Il testo e gli esempi sono chiari e leggibili, il libro pur essendo di più di 500 pagine non si è né scucito né slegato, ma è ancora perfettamente integro nonostante l’abbia usato a lungo.<br />
L’indice molto dettagliato ne consente una consultazione rapida ed efficace.<br />
Tutti i professionisti (interpreti o compositori che siano) dovrebbero averlo.<br />
<strong>Buona lettura, buono studio, buona musica.</strong></p>
<p><strong> </strong>Se desiderate il pdf dell&#8217;articolo:<strong><br />
<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/walter_piston_armonia.pdf">walter_piston_armonia.pdf</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Tchaikovsky &#8211; Danza araba &#8211; Il pedale doppio tonica/dominante</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/tchaikovsky-danza-araba-il-pedale-doppio-tonicadominante/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/tchaikovsky-danza-araba-il-pedale-doppio-tonicadominante/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 19:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armonia e Contrappunto]]></category>
		<category><![CDATA[armonia]]></category>
		<category><![CDATA[danza araba]]></category>
		<category><![CDATA[Pedale]]></category>
		<category><![CDATA[Schiaccianoci]]></category>
		<category><![CDATA[Tchaikovsky]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.questionidiarmonia.com/?p=170</guid>
		<description><![CDATA[Analisi della "Danza Araba dello "Schiaccianoci" di. Tchaikovsky]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/tag/pedale/" target="_blank"><strong>Il pedale</strong></a> è un artificio compositivo solitamente destinato a momenti particolari dell&#8217;architettura di un brano: un incipit con un pedale di tonica, un lungo pedale di dominante prima della conclusione, un pedale su cui si innestano gli stretti di una fuga&#8230;</p>
<p>E&#8217; raro trovare interi brani concepiti su un unico pedale, si possono trovare nella musica popolare: pensiamo alle cornamuse che hanno una canna melodica e una di “bordone” con nota fissa, ma siamo fuori dal campo della musica classica.</p>
<p>Ancora più raro è trovare brani concepiti su un pedale doppio; la “Danza Araba” di Tchaikovsky dalla suite dello “Schiaccianoci” è uno di questi.<br />
<span id="more-170"></span></p>
<p>E&#8217; un brano completamente costruito su un <strong>pedale doppio di tonica &amp; dominante.<br />
</strong>Prima le viole coi violoncelli, poi i violoncelli coi contrabbassi suonano il <strong>sol</strong> (tonica) e il <strong>re</strong> (dominante) per tutta la durata del brano.</p>
<p>E&#8217; chiaro che sul pedale si formano delle armonie dissonanti, ma Tchaikovsky ha l&#8217;accortezza di attirare l&#8217;attenzione sui temi e sui suoi contrappunti e non sulle dissonanze anche aspre che si vengono a creare.</p>
<p>Da notare che il primo tema esposto dai due clarinetti e dal corno inglese comincia con 2 note dissonanti sul pedale e tra loro in intervallo di 4&#8242;: sembrano 2 appoggiature che risolvono sul re.<br />
I temi sono quasi sempre accompagnati per terza, spesso lo sono anche i contrappunti.<br />
Sono anche orchestrati a coppie di strumenti uguali: a battuta 32 il tema è in terza ai violini mentre il contrappunto è in terza ai fagotti; le terze sono consonanti, si riesce così a equilibrare le dissonanze che si formano col pedale o tra la voce e il suo contrappunto.</p>
<p><strong>A battuta 56</strong> c&#8217;è un tema “singolo” dell&#8217; oboe che sarà poi ripetuto dal Corno inglese una ottava sotto (anche la parte degli archi sarà affidata ai violini primi e alle viole anziché ai violini primi e secondi).</p>
<p><strong>A battuta 65</strong> le frasi tornano ad abbreviarsi: brima 4, poi addirittura 2 misure; ci si avvicina alla cadenza conclusiva: potrebbe essere una cadenza <strong>“Sol minore – Sol maggiore”,</strong> anche se in partitura il fagotto è indicato “La# &#8211; Si” forse per indicare una “sensibilizzazione” della terza minore, in ogni caso all&#8217;orecchio suona come un <strong>cambiamento di modo da minore a maggiore.</strong></p>
<p>Non saprei a cosa si debba l&#8217;appellativo “araba”, non ci sono quelle caratteristiche idiomatiche che venivano considerate arabe nell&#8217; &#8217;800: pensiamo all&#8217;utilizzo di scale con 2 grado diminuito o scale comprendenti intervalli eccedenti, forse l&#8217;orchestrazione così leggera può dare l&#8217;idea di un deserto, poi l&#8217;oboe che dà un senso di lontananza, la sonorità “liquida” dei clarinetti&#8230;ma sono mie sensazioni.</p>
<p>Di seguito una riduzione [ai minimi termini] del brano in questione, ho evitato di continuare a scrivere il pedale oltre la prima riga, si consiglia però di studiare attentamente in partitura le sottigliezze delle varie presentazioni ritmiche del pedale, nonché l&#8217;accuratezza dell&#8217;orchestrazione, da me completamente trascurata.</p>
<p><em>[N.B. I numeri di battuta si riferiscono al mio esempio e non alla partitura originale in quanto ho introdotto dei ritornelli che in originale erano scritti per esteso]<br />
</em></p>
<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/schiaccianoci.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-172" title="schiaccianoci" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/schiaccianoci.jpg" alt="" width="599" height="847" /></a></p>
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<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/schiaccianoci_danza_araba.pdf">schiaccianoci_danza_araba.pdf</a><br />
</em></p>
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