<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>questionidiarmonia.com &#187; Recensioni Album &#8211; CD &#8211; Concerti&#8230;</title>
	<atom:link href="http://www.questionidiarmonia.com/category/recensioni/recensioni-album-cd-concerti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.questionidiarmonia.com</link>
	<description>Stefano Cucchi : questioni di armonia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Jan 2012 13:09:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Don Carlo Josè Seno – Concerto del pianista/sacerdote</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/02/don-carlo-jose-seno-%e2%80%93-concerto-del-pianistasacerdote/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/02/don-carlo-jose-seno-%e2%80%93-concerto-del-pianistasacerdote/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Album - CD - Concerti...]]></category>
		<category><![CDATA[Chopin]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Don Carlo Josè Seno]]></category>
		<category><![CDATA[pianoforte]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.questionidiarmonia.com/?p=395</guid>
		<description><![CDATA[Recensione del concerto di Don Carlo Josè Seno: pianista/sacerdote]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11 Febbraio 2010 – Milano, Basilica di S. Eufemia.<br />
Don Carlo Josè Seno – Pianoforte<br />
Per il ciclo: “Il genio di Chopin” presenta: Le Quattro Ballate</p>
<p>Una serata molto particolare, di quelle che ti riconciliano con la musica dopo momenti difficili che si sommano alle soddisfazioni professionali pericolosamente latitanti.<br />
Una serata di pioggia, in cui Milano non ha voglia di addormentarsi, e rumori del centro sono ancora più fastidiosi nel buio della notte incipiente.<br />
Così entri trafelato in una chiesa di Corso Italia, passi dal freddo della strada umida al calore di questo luogo sacro.<span id="more-395"></span></p>
<p>Prendo il programma di sala, già mi avevano accennato della figura di questo Sacerdote – Pianista: Don Carlo Josè Seno, milanese del 1958, cresciuto al Conservatorio di Milano alla scuola di Mozzati e perfezionatosi a Parigi sotto la guida di Germaine Mounier e Georges Cziffra.<br />
Avviatosi a una carriera di brillante concertista, nel 1983 entrà nel Seminario della diocesi di Milano e nel 1990 viene ordinato Sacerdote.</p>
<p>Esce dalla sacrestia con un volto luminoso e sorridente, prende in mano il microfono e saluta i presenti, nulla c&#8217;è della liturgia tipica dei concerti.<br />
E&#8217; l&#8217;ultimo appuntamento del ciclo Chopiniano, serate in cui racconta la vita di Chopin, spiega la genesi delle opere, offre semplici spunti di ananlisi con esempi al pianoforte&#8230;e poi suona.<br />
E suona veramente! Con tecnica cristallina, buon gusto, brio, sensibilità: esce il carattere Chopiniano in tutti i suoi aspetti.</p>
<p>Durante le brevi introduzioni ai singoli brani fa ascoltare i temi e ci offre la sua interpretazione del brano: ciò che suscita in lui, ciò che rappresenta, cosa “racconta”: ha comunque l&#8217;accortezza di spiegare al pubblico che Chopin non ha mai scritto musica a programma, la musica racconta sé stessa, il suo percorso è solo emotivo e spirituale e non ha nessun aggancio con storie o immagini.<br />
Certo le sue “interpretazioni” e  spiegazioni sono opinabili ma si percepiva chiaramente quanto fossero meditate e soppesate e non fossero un semplice artificio per raccontare la musica.<br />
Colpiva la naturalezza con cui passava dal microfono alla tastiera del pianoforte snocciolando le cascate di note della prima ballata senza la minima incertezza.</p>
<p>Ho partecipato al concerto con grande piacere, conosco a memoria le ballate, ma se ci si dispone con animo nuovo e aperto&#8230;le persone, le storie, la musica&#8230;hanno sempre qualcosa da dirci.<br />
Si intuiva quanto per questo sacerdote la musica fosse un mezzo per avvicinarsi a Dio, per vivere la sua spiritualità attraverso il pianoforte.<br />
Anche per chi non è credente: ho la convinzione che l&#8217;arte abbia la capacità di avvicinarsi a ciò che c&#8217;è di più profondo, vero, bello, dentro di noi.<br />
Coltiviamo l&#8217;arte con animo sincero e trasparente: forse la bellezza salverà questo mondo.</p>
<p>Il bis è stato l&#8217;Ave Maria di Bach Gounod, terminata in silenzio senza applausi per espressa volontà di Don Carlo, come fosse un momento di preghiera conclusiva.<br />
[Ho scoperto in questa occasione che è possibile suonare il 1' preludio del 1' libro del C.B.T. con la sola mano sinistra!]</p>
<p>Terminato il concerto, accompagnato da una amica del Sacerdote mi sono recato in sacrestia per salutarlo e complimentarmi con lui, una persona semplice e gentile: mi è venuta in mente la parabola dei talenti: “A chi molto è stato dato molto sarà chiesto!”, dobbiamo essere grati che ci siano persone che regalano al prossimo la loro arte con semplicità, naturalezza e modestia.<br />
Quante figure di “artisti” vanagloriosi, supponenti, arroganti si incontrano nella carriera di musicista!</p>
<p>Poi sono uscito nel freddo della strada, la neve si trasformava in pioggia, Milano dormiva, la giornata era finita bene.<br />
Stefano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.questionidiarmonia.com/2010/02/don-carlo-jose-seno-%e2%80%93-concerto-del-pianistasacerdote/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CRAZY RIVER &#8211; Michael Bublè</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/crazy-river-michael-buble/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/crazy-river-michael-buble/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 13:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni Album - CD - Concerti...]]></category>
		<category><![CDATA[CD]]></category>
		<category><![CDATA[Crazy love]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Bublè]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.questionidiarmonia.com/?p=118</guid>
		<description><![CDATA[Ho comprato il nuovo CD di Michael Bublè "Crazy Love", l'ho ascoltato con piacere e l'ho molto apprezzato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/crazy_love.jpg"><img class="size-full wp-image-119 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="crazy_love" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2010/01/crazy_love.jpg" alt="" width="126" height="94" /></a>Michael Bublè: &#8220;Crazy River&#8221; &#8211; Reprise Record 2009 &#8211; Warner Music Group Company.</p>
<p>L&#8217;ho comprato dopo aver visto/sentito il video della traccia 5: &#8220;Haven&#8217;t met you yet&#8221;.<br />
Questa canzone mi ha messo di buon umore, così d&#8217;impulso ho comprato l&#8217;album&#8230;</p>
<p><span id="more-118"></span></p>
<h2>Impressioni</h2>
<p>Come d&#8217;abitudine l&#8217;ho ascoltato tutto dalla prima traccia all&#8217;ultima.<br />
Un ottimo lavoro; ben arrangiato, ben suonato, ben cantato, ben registrato.</p>
<h2>Traccia per traccia</h2>
<p>Parte con una serie di classici: <strong>&#8220;Cry me a river&#8221;, &#8220;All of me&#8221;, &#8220;Georgia on my mind&#8221;</strong>.<br />
Pur restando nel solco dello swing/jazz tradizionale gli arrangiamenti sono freschi e piacevoli, Quincy Jones è l&#8217;arrangiatore di &#8220;All of me&#8221;, i suoi colleghi seppure meno famosi non sono da meno riguardo alla qualità del lavoro. Ho deciso di proposito di non riascoltare gli originali o le versioni storiche più conosciute, la prova di Bublè è più che convincente.<br />
La traccia 4 <strong>&#8220;Crazy love&#8221;</strong> è un brano di Van Morrison cantato con dolcezza e convinzione con uno stupendo solo di chitarra di Michael Landau.<br />
La traccia 5 <strong>&#8220;Haven&#8217;t met you yet&#8221;</strong> è firmata da Bublè con Alan Chang (superbo pianista) e Amy S. Foster.  Bellissimo il mixaggio con la chitarra in sottofondo, bellissima la linea melodica e l&#8217;inciso che porta al ritornello, bello l&#8217;accompagnamento semplicissimo ad accordi ribattuti al piano e bella la frase finale del ritornello in cui resta solo la voce. Dopo la seconda strofa c&#8217;è un solo di tromba , mi ricorda certe cose di George Martin tipo &#8220;Penny Lane&#8221; dei Beatles.<br />
Sono brani da ascoltare più volte per apprezzarne la pregevole fattura e le sottigliezze dell&#8217;orchestrazione.<br />
La traccia 7 <strong>&#8220;Hold on&#8221;</strong> è il 2&#8242; brano composto da Michael Bublè: una ballata lenta che sebbene sia armonicamente semplice non dà l&#8217;impressione di già sentito o di scontato.<br />
La traccia 8 <strong>&#8220;Heartache tonight&#8221;</strong> è uno strano incontro tra il rock della chitarra elettrica con i brass di una big band.<br />
Con il brano <strong>&#8220;You&#8217;re nobody till somebody loves you&#8221;</strong> si torna agli anni &#8217;50: una ballad con piano (ben suonato) e voce a cui si unisce la band nella seconda strofa, pregevole la tromba con sordina che dialoga con la voce e l&#8217;uso sapiente del ride nella parte ritmica.<br />
La traccia 11 <strong>&#8220;At this moment&#8221;</strong> è un altro piccolo gioiello con Vinnie Colaiuta alla batteria e Nathan East al basso e una interpretazione molto intensa ma misurata di Bublè.<br />
Il brano 13 <strong>&#8220;Whatever it takes&#8221;</strong> ha un sapore vagamente latino.<br />
La traccia finale <strong>&#8220;Some kind of wonderful&#8221;</strong> è un altro classico di Gerald Goffin e Carol King che ci riporta agli anni &#8217;60.</p>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>Michael Bublè sa cantare, sa scegliere le canzoni, sa scegliere i collaboratori giusti e sceglie i migliori musicisti in circolazione (citiamo almeno Lenny Castro alle percussioni, per chi non lo sapesse gia percussionista con i Toto in brani storici quali &#8220;Africa&#8221;).<br />
Un prodotto &#8220;di nicchia&#8221; che dal mio punto di vista tutti gli appassionati di musica dovrebbero apprezzare.<br />
La voce è molto presente nel mixaggio senza sovrastare gli strumenti,  suona molto naturale e si ha modo di ascoltarne ogni singola inflessione sia nel grave che all&#8217;acuto, e non scompare nelle parti sussurrate, pur non avvertendo minimamente l&#8217;uso di compressori.<br />
Un grande plauso va agli arrangiatori per la grande tavolozza sonora e timbrica utilizzata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.questionidiarmonia.com/2010/01/crazy-river-michael-buble/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

