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	<title>questionidiarmonia.com &#187; Orecchio musicale</title>
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	<description>Stefano Cucchi : questioni di armonia</description>
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		<title>La percezione della tonalità.</title>
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		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2010/04/la-percezione-della-tonalita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 20:42:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orecchio musicale]]></category>
		<category><![CDATA[tonalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni tonalità ha veramente un suo campo espressivo o la percezione della tonalità è data dalla somma dei brani ascoltati in quella tonalità?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono sempre chiesto se ciascuna tonalità abbia effettivamente una suo colore intrinseco oppure la percezione che noi abbiamo di una certa tonalità dipenda dal numero di brani in quella tonalità che noi conosciamo.</p>
<p>Penso alla tonalità di<span style="text-decoration: underline;"> RE MINORE:<br />
</span></p>
<ul>
<li>Mozart: Concerto per pianoforte e orchestra &#8211; KV466.</li>
<li> Mozart: Requiem</li>
<li> Beethoven: Sonata &#8220;La tempesta&#8221; Op.31 N2</li>
<li><span style="color: #000000;">J.S.Bach</span><span style="color: #000000;">: Toccata e Fuga &#8211; BWV 565</span></li>
<li><span style="color: #000000;"> J.S.Bach: Ciaccona dalla partita per violino solo &#8211; BWV 1004</span></li>
<li> Beethoven: Sinfonia N.9</li>
<li> &#8230;</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;"><span id="more-453"></span></span></p>
<p>Immaginiamo di fare questo esperimento: prendiamo 1000 giovani studenti di pianoforte, facciamo ascoltare loro TUTTO ciò che ha scritto Beethoven TRANNE la SONATA n.17  in re minore &#8220;La tempesta&#8221; , facciamo studiare loro anche TUTTE le sonate per pianoforte tranne &#8220;La tempesta&#8221;, quando hanno assimilato TUTTO Bethoven tranne il brano in questione facciamo vedere loro 3 versioni della sonata LA TEMPESTA:<br />
1) Do diesis minore<br />
2) Re minore<br />
3) Mi bemolle minore</p>
<p>Se la maggioranza dicesse che quella &#8220;giusta&#8221; è quella in re minore potremmo dedurre che una tonalità ha un suo significato.<br />
Se Beethoven ha scelto il Re minore è perchè il Re minore permette di esprimere ciò che Beethoven sentiva, in Mi bemolle minore o in Do diesis minore si sentirebbe una discrepanza tra ciò che Beethoven voleva esprimere e il &#8220;mezzo&#8221; (ovvero TONALITA&#8217;) usato per esprimerlo; o quanto meno il Re minore sarebbe &#8220;più efficace&#8221;.<br />
Suonando &#8220;La Tempesta&#8221; un semitono sotto o sopra cambia effettivamente il significato?<br />
Sarei proprio curioso di sapere il risultato! Non se questo esperimento potrebbe avere una qualche valenza scientifica.</p>
<p>Penso che in realtà una tonalità non abbia un suo proprio colore ma che la percezione della tonalità è data dai brani che già abbiamo ascoltato in quella tonalità&#8230;<br />
Immaginiamo anche che nel &#8217;700 per via del diapason più basso le composizioni in re minore di cui parlavamo prima in realta suonavano in Do diesis minore&#8230;o in re bemolle minore?<br />
E&#8217; una questione che ha rilevanza per chi si accinge a comporre musica, perchè una tonalità &#8220;sbagliata&#8221; sarebbe di ostacolo nell&#8217;esprimere l&#8217;idea musicale, ma avrebbe rilevanza anche per l&#8217;esecutore che non avendo chiaro il carattere di una tonalità rischierebbe di non rendere al meglio la composizione.</p>
<p>Non avendo risposte&#8230;buona musica! In qualsiasi tonalità!</p>
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		<title>L&#8217;orecchio ben temperato</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2009/12/orecchio-temperato/</link>
		<comments>http://www.questionidiarmonia.com/2009/12/orecchio-temperato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 22:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Orecchio musicale]]></category>
		<category><![CDATA[dissonanze]]></category>
		<category><![CDATA[orecchio]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste uno strano fenomeno per cui un musicista sente in maniera diversa una stessa nota a seconda del contesto musicale in cui è inserita, da ciò ne consegue che anche suonando lo stesso intervallo al pianoforte lo possiamo sentire in maniera diversa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-30 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 5px;" title="art_635_1_zefa-10110004288_n MUSICA" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2009/12/art_635_1_zefa-10110004288_n-MUSICA-300x199.jpg" alt="art_635_1_zefa-10110004288_n MUSICA" width="180" height="119" />L&#8217;orecchio sente temperato ma il cervello ascolta naturale.</p>
<p>Esiste uno strano fenomeno per cui un musicista sente in maniera diversa una stessa nota a seconda del contesto musicale in cui è inserita, da ciò ne consegue che anche suonando lo stesso intervallo al pianoforte lo possiamo sentire in maniera diversa.<br />
<span id="more-17"></span> Specifico “pianoforte” in quanto se facessimo suonare gli intervalli agli archi non potremmo fare<br />
nulla per contrastare una eventuale tendenza a “naturalizzare” gli intervalli.<br />
Immaginiamo di suonare una serie di cadenze in tonalità di Si bemolle maggiore.</p>
<p><img src="file:///Users/carlo/Library/Caches/TemporaryItems/moz-screenshot-2.png" alt="" /></p>
<p><img src="file:///Users/carlo/Desktop/Schermata%202009-12-11%20a%2023.32.23.png" alt="" /></p>
<p><img class="size-full wp-image-18 alignnone" title="Schermata 2009-12-11 a 23.32.23" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2009/12/Schermata-2009-12-11-a-23.32.23.png" alt="Schermata 2009-12-11 a 23.32.23" width="590" height="113" /></p>
<p><img src="file:///Users/carlo/Desktop/Schermata%202009-12-11%20a%2023.32.23.png" alt="" /></p>
<p><img src="file:///Users/carlo/Library/Caches/TemporaryItems/moz-screenshot-1.png" alt="" /></p>
<p><img src="file:///Users/carlo/Library/Caches/TemporaryItems/moz-screenshot.png" alt="" /></p>
<p>Poi suoniamo questa frase tratta dalla sonata in Si bemolle maggiore KWV 570 di W.A.Mozart.</p>
<p><img class="size-full wp-image-22 alignnone" title="Schermata 2009-12-11 a 23.39.04" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2009/12/Schermata-2009-12-11-a-23.39.04.png" alt="Schermata 2009-12-11 a 23.39.04" width="599" height="127" /></p>
<p>A battuta 16 sentiremo una dissonanza, o meglio 2 dissonanze:</p>
<ul>
<li>Il Do diesis è dissonante rispetto al Si bemolle in quanto intervallo di seconda eccedente.</li>
<li>Il Do diesis è dissonante rispetto al Fa in quanto intervallo di quinta eccedente.</li>
</ul>
<p>Ora suoniamo qualche cadenza in Si bemolle minore e aggiungiamoci in coda le battute 15 e 16 della sonata di Mozart.</p>
<p><img class="size-full wp-image-23 alignnone" title="Schermata 2009-12-11 a 23.39.12" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2009/12/Schermata-2009-12-11-a-23.39.12.png" alt="Schermata 2009-12-11 a 23.39.12" width="590" height="106" /></p>
<p>In questo caso percepiamo la battuta 6 dell&#8217;esempio perfettamente consonante:</p>
<ul>
<li>Re bemolle consonante rispetto al Si bemolle in quanto intervallo di terza minore.</li>
<li>Re bemolle consonante rispetto al Fa in quanto sesta minore.</li>
</ul>
<p>Ne deduciamo quindi che la stessa nota assume diversi significati (Do diesis o Re bemolle) a seconda del contesto, noi quindi la percepiamo collegandola a quanto ascoltato in precedenza, l&#8217;orecchio non sente 2 note enarmonicamente equivalenti ma sente 2 note diverse.<br />
Facciamo un altro esempio che coinvolge più note:</p>
<p><img class="size-full wp-image-24 alignnone" title="Schermata 2009-12-11 a 23.39.23" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2009/12/Schermata-2009-12-11-a-23.39.23.png" alt="Schermata 2009-12-11 a 23.39.23" width="352" height="94" /></p>
<p>Suoniamo un po&#8217; di volte le due battute ritornellate, grazie alla risoluzione sull&#8217;accordo di sol maggiore sentiamo correttamente i due intervalli dissonanti come una 5&#8242; eccedente (Re – La diesis) e una 6&#8242; eccedente (Do – La diesis).<br />
Ma questi due intervalli hanno anche un significato completamente diverso in contesti diversi:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-25" title="Schermata 2009-12-11 a 23.39.30" src="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2009/12/Schermata-2009-12-11-a-23.39.30.png" alt="Schermata 2009-12-11 a 23.39.30" width="604" height="118" /></p>
<ul>
<li>L&#8217;intervallo dissonante Re – La diesis (5&#8242; eccedente) diventa Re – Si bemolle (6&#8242; minore)</li>
<li>L&#8217;intervallo dissonante Do – La diesis (6&#8242; eccedente) diventa una altro intervallo dissonante<br />
Do – Si bemolle (7&#8242; Minore)</li>
</ul>
<p>La conclusione di queste riflessioni potrebbe essere che il nostro orecchio percepisce le approssimazioni dovute al sistema temperato,<br />
quando sente una determinata frequenza &#8211; nota le dà un nome a seconda del contesto.</p>
<p>Se desiderate il PDF dell&#8217;articolo:<a href="http://www.questionidiarmonia.com/wp-content/uploads/2009/12/lo_orecchio_ben_temperato.pdf"><br />
lo_orecchio_ben_temperato</a></p>
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