Compenso di un MUSICISTA PROFESSIONISTA

Spesso mi capita di fare preventivi per lavori: trascrizioni, arrangiamenti, preproduzioni, lezioni di pianoforte o di composizione, concerti, eventi musicali (aperitivi, matrimoni), etc…
E’ molto difficile quantificare il valore del tempo per un MUSICISTA PROFESSIONISTA, e ribadisco il concetto di PROFESSIONISTA in quanto un dilettante/amatore che lo fa nel weekend può anche permettersi di lavorare gratis; il mio vuole essere un tentativo di calcolare e definire in maniera “spannometrica” (per usare un espressione che usava spesso mio papà) il compenso dovuto per l’attività di musicista (nel mio caso dotato di partita I.V.A. col regime dei minimi).
Non è certamente un calcolo definitivo, ma un punto di partenza  da discutere tra colleghi, una riflessione per cominciare a confrontarsi…e a far valere i nostri diritti!
E’ vero che le leggi le fa il mercato ma è anche giusto far capire a chi ci sta di fronte e ci richiede una prestazione quanta professionalità e preparazione c’è dietro al mestiere del musicista che è a tutti gli effetti un artigiano – artista altamente specializzato!

Veniamo ai numeri…

CALCOLIAMO LE GIORNATE LAVORATIVE  E RELATIVE ORE DI LAVORO:

52 settimane per 5 giorni lavorativi: 260 giorni lavorativi
Togliamo 3 settimane di ferie, festività, etc…:49 settimane per 5 giorni lavorativi: 245 giorni lavorativi
245 giorni lavorativi moltiplicati per 8 ore è uguale a: 1.960 ore all’anno
Aggiungiamo 40 ore di straordinario annuali: 2.000 ore.

MENSILITA’:
Un lavoratore dipendente prende 13 mensilità l’anno, aggiungiamo poi 1 mensilità che va a finire nel TFR.
Calcoliamo 1200 euro NETTE al mese (non dimentichiamoci che siamo professionisti altamente specializzati)
1.200 euro nette x 14 mensilità =  16.800 euro l’anno NETTE
Per avere 16800 euro nette bisogna incassare circa il doppio, quindi: 33600 euro.
Calcolerei ALMENO 5.000 euro all’anno di spese vive: strumenti, PC, spartiti, commercialista, corsi di perfezionamento, etc…
Direi che un musicista dovrebbe incassare almeno 38.600 euro all’anno.
Un musicista impiega parte del suo tempo per studio, tecnica giornaliera, etc…Considererei un 25% del monte ore.
Una giornata tipo potrebbe essere: 2 ore di studio 6 di lavoro.
Su un monte di ore lavorative annuale pari a 2.000, togliendo il 25% restano 1.500 ore
38.600 euro / 1.500 ore  =  25/26  euro LORDE

1 ora di lavoro di un musicista dovrebbe valere ALMENO 26 euro lorde.

Moltiplichiamo 26 euro per 6 ore: la giornata di un musicista vale ALMENO 156 euro lorde.

Un lavoro di una giornata (per esempio un concerto) comporta ore di studio, si potrebbe considerare lo studio, in parte compreso nelle 2 ore giornaliere, in parte però va quantificato secondo la tariffa oraria.
Le giornate di prove andrebbero secondo me considerate come giornate di lavoro effettivo.

Certo questi sono calcoli che si prestano a molte critiche: ho calcolato 5.000 euro di spese annue, in parte queste spese sono spese vive, in parte sono ammortamenti di strumentazione (tastiere elettroniche, PC, etc…)
Molto poi può variare da possibili introiti derivanti da diritto d’autore, se mi commissionano la sigla del TG1 la faccio anche gratis…
Cambia anche a seconda del tempo impiegato per preparare un eventuale concerto: se devo suonale il 3′ di Rachmaninov chiederò molto di più che se devo accompagnare un cantante, o devo fare un basso continuo.
Diverso è un solista per una serita e un violino di fila per tutta una stagione…

Spero di suscitare interesse e sopratutto di ricevere molti commenti e suggerimenti.
Buona musica a tutti.
Stefano.



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8 commenti a “Compenso di un MUSICISTA PROFESSIONISTA”

  1. Stefano Rossignoli dice:

    Ciao Stefano!
    Da titolare di partita iva a regime dei minimi e di un lavoro altamente specializzato anche se poco considerato che è la ‘Preparazione dei fossili – Divulgazione-scientifica ed esperto di visite guidate di argomento Paleontologico’, capisco la necessità di considerare quanto dovremmo monetizzare il tutto.
    Sono d’accordo con te su tutto.
    Alla fine l’importo della fattura da presentare a chi ci commissiona un lavoro dovrebbe compredere tutto il lavoro a monte e non solo i giorni di lavoro effettivo (nel tuo caso un concerto con prove e molto studio a casa) perchè la nostra professione è solo di rado continuativa in pubblico, ma molto continuativa a casa.
    Ovviamente le 2 ore/giorno per studio, ecc a volte diventano 15 al giorno per un paio di settimane di fila, questo per preparare magari due o tre giornate di lavoro all’esterno…
    Una cosa diversa invece è quando mi viene proposta un’attività continuativa che occuperà completamente diversi giorni… quando mi capita, faccio in modo di considerare una giornata di 150-200€/giorno lorde e di richiedere il pagamento delle spese di vitto, alloggio e trasferte… Per un lavoro annuale regolare, magari di tre mattine/settimana per tutto l’anno e pagato ogni tre mesi abbasso anche molto le tariffe (forse sbagliando) in quanto comunque lo considero un ingresso regolare piuttosto affidabile.
    Nonostante questo, mi allontano moltissimo dalla cifra prevista di 38600€ lorde che preventivi e ne incasso da qualche anno solo una piccola frazione.
    Il fatto che però tu abbia delle idee chiare al contrario delle mie, ti consentirà di muoverti molto meglio nel settore.
    In bocca al lupo.
    Stefano

  2. Stefano dice:

    E’ da un po’ di tempo che mi giravano in testa questi conti e volevo vedere se erano condivisibili; mi fa piacere che tu sia d’accordo.
    La fregatura è che, un conto è sapere quanto dovremmo farci pagare, un altro è riuscire ad ottenere quella cifra.
    Soprattutto è diffile far capire quanta preparazione ci vuole nel nostro lavoro: la performance (per me un concerto, per te una conferenza o la preparazione di un fossile) è la punta di un iceberg, la maggior parte del lavoro è sotto, nascosta…eppure andrebbe remunerata!
    Anch’io sono sempre stato molto lontano dalla cifra preventivata, eppure non saprei come cambiare le cose…ma insisto!
    A presto e buona musica…e buoni fossili!
    CIAO.

  3. daniele del lungo dice:

    Ciao Stefano,
    ho letto con attenzione il tuo commento e la penso proprio come te.
    Sono violinista, faccio concerti di musica da camera, ma anche congressi e matrimoni, per i quali spesso mi viene chiesto di arrangiare per quartetto o trio d’archi musica di tutti i generi.
    E’ molto difficile far comprendere alla gente, e a volte anche alle agenzie, che il lavoro di arrangiatore (indispensabile per poi avere una esecuzione funzionale e soddisfacente, oltre che per semplificare il lavoro degli esecutori) non è una attività ricreativa e non può essere considerata compresa in quella di esecutore.
    Fino allo scorso anno anch’io ero titolare di una partita IVA con regime dei minimi, ma da quest’anno mi sono iscritto a una cooperativa di musicisti (ne esistono varie in tutto il territorio nzionale), risparmiando una bella cifra di commercialista. Inoltre la cooperativa si occupa anche delle pratiche ENPALS, cosa che prima dovevo fare autonomamente, con un ulteriore risparmio di tempo. L’IVA delle spese sostenute per lavorare (strumenti, accessori, spostamenti) è comunque scaricabile. La cooperativa è una soluzione che consiglio vivamente.
    Chiudo complimentandomi per i tuoi arrangiamenti, è molto generoso da parte tua renderli accessibili sulla rete.
    Saluti
    Daniele

  4. Stefano dice:

    D’accordo su tutti i fronti!
    Una curiosità, dal momento che risulti socio/dipendente di una cooperativa, dovrai lasciare una quota dei tuoi compensi alla cooperativa, giusto?
    Questa quota è comunque inferiore a quanto pagavi il commercialista?
    Io l’E.N.P.A.L.S. non lo pago in quanto le mie attività strettamente concertistiche non superano i 5.000 euro, rilascio una dichiarazione di esenzione in quanto pago già i contributi alla gestione separata dell’I.N.P.S.
    Riguardo agli arrangiamenti…grazie per i complimenti, ciò che metto sul sito è materiale didattico, esemplificativo, i lavori “veri” me li tengo per me!!!
    Buona musica.
    Stefano.

  5. daniele del lungo dice:

    Ciao Stefano,
    con la cooperativa di cui faccio parte non devo lasciare quote dei miei compensi oltre al canone fisso annuale di iscrizione (125 euro l’anno compresa copertura INAIL)
    Non so come funzioni in altre cooperative.
    Il commercialista mi costava svariate volte di più…
    A presto
    Daniele

  6. daniele del lungo dice:

    p.s.
    tra l’altro credo che anche attraverso la cooperativa sia possibile la gestione separata INPS, perché comunque ci sono molti iscritti che sono anche insegnanti.

  7. Andrea dice:

    Grazie per le idee. Com’è andata con il tg1? 😉

  8. Stefano dice:

    Beh…non penso riuscirò mai ad arrivare abbastanza in alto per scrivere la sigla del tg1!!!
    Ciao!
    …e buona musica!

Arichivio