Colloquio di lavoro…immaginario?

COLLOQUIO DI LAVORO….IMMAGINARIO?
Secondo voi è mai accaduto?

LE DISAVVENTURE DI UN TRASCRITTORE/COPISTA

Dopo un contatto telefonico con la Sig.na XXX vengo convocato presso la Editrice  ……….  in Via ………  a Milano il giorno 30/04/2010 alle ore 16.00 per un colloquio in qualità di copista/trascrittore.
Mi presento con qualche minuto di anticipo e vengo fatto accomodare dalla Sig.na XXXX in una sala d’attesa; dopo una decina di minuti vengo fatto accomodare in un ufficio dove è presente un’altra persona, un uomo dall’età apparente di circa 50/60 anni.

Io saluto e mi presento, la persona di fronte a me non si presenta e mi dà del tu trattandomi con una familiarità non adatta alla circostanza e con una confidenza che non sono solito consentire ad uno sconosciuto, tanto più in ambito professionale.

Mi fa qualche domanda generica, su cosa faccio, dove abito, che musica mi piace, etc…
Io gli di dico che mi piace Chopin, accenno che sto studiando il notturno op.55 n.2, mi chiede se conosco gli studi, gli rispondo che ne ho studiato qualcuno ma non li suono ritenendomi io un pianista dilettante pur essendomi diplomato presso il Conservatorio di Bologna; mi chiede con aria di scherno se sono un “pianista del 6”, io rispondo che mi sono diplomato in circostanze particolari ottenedo un punteggio di 6.30/10.

Questa persona (che non si era nemmeno presentata) fa di tutto per mettermi a disagio e farmi sentire in difficoltà.
Mi chiede quanti anni ho, io rispondo che ho 33 anni poi mi correggo e dico 32 in quanto li avrei compiuti da lì a qualche giorno.
Questa persona allora mi dice: Ma se non sai neanche quanti anni hai…allora sei un cretino!”.
Rimango sconcertato da queste parole ma non ribatto.

Mi viene chiesto se ho giò esperienze come trascrittore, io nomino alcuni dei piccoli editori Milanesi per cui ho lavorato, questa persona ascolta questi nomi mi schernisce in quanto nomi a lui sconosciuti e quindi irrilevanti, denigrando in maniera palese le mie esperienze professionali precedenti.
Mi spiega il lavoro, mi dice che “il compenso è 5 euro a pagina, il compenso è questo, è inutile che chiedete di più perché (accenna a una Edizione Henle sul tavolo) ormai di quelle non se ne vendono più e non ci sono negozi, di editori non ce n’è più, anche Ricordi non fa più nulla e quindi per noi trascrittori non c’è lavoro”.
Mi fa capire chiaramente che tanto tutti accettano, che lui fa quello che vuole, mi dice anche: “se mi chiedete di più io il lavoro lo faccio fare in India!”
Io gli rispondo che acquisto abitualmente spartiti della Henle o della Peters a Milano da Mitarotonda o Ricordi in quanto quelli sono spartiti di qualità.

Fa qualche altro accenno pesante alla mia presunta cretineria, mi sono sentito dare del cretino (da uno sconosciuto) almeno 3 o 4 volte.

Mi chiede che software uso per le trascrizioni, gli rispondo che uso “Finale 2009”; mi accenna che preferirebbero “Sibelius”, gli dico che non conosco Sibelius, e lui di risposta: Va beh, non sei molto cretino, forse Sibelius riesci ad imparare ad usarlo”.

Non rispondo all’ennesima provocazione, mi viene proposto un monte di 1.000/1.500 pagine in 4 mesi di tempo.
Accenno al fatto che prima di prendere una decisione devo sapere esattamente che musica si tratta di trascrivere; io mi sono proposto per il pianoforte ma un conto è una pagina di Mozart, un conto una pagina di Scriabine, lui risponde solo che Scriabine non c’è, ma sicuro nel monte lavoro ci sono anche le 32 sonate di Beethoven e gli studi di Chopin.

La persona che ho di fronte NON HA palesemente ALCUNA conoscenza del software di notazione. (Mi chiede notizie sull’estrazione delle parti e sull’impaginazione)

Mi dice che mi verranno fornite delle scansioni e io le devo importare nel software e poi correggere le parti sbagliate, io gli ribatto in maniera ferma, avendo un esperienza diretta, che mi sta prospettando un’utopia: un conto è musica a linea singola, ma scannerizzare gli studi di Chopin e imprtarli in Finale è cosa impraticabile. Si tratta comunque di riscrivere tutto, e per giunta in tempi strettissimi.

Il pagamento è prestazione occasionale, io dovrei fare una ritenuta d’acconto, dal mio punto di vista non è corretto, 5.000/7.500 euro non è una cifra che si possa giustificare come prestazione occasionale, dovrebbe esserci un contratto a progetto.

Mi chiedo anche se non sono passibile di sanzioni per elusione dell’ I.V.A. in quanto un compenso così alto si configura come prestazione di un professionista.
Gli esprimo anche il dubbio che 1000/1500 pagine di media complessità (Chopin, Beethoven) in 4 mesi non consentono un lavoro sicuro dal punto di vista della qualità e degli errori di stampa sopratutto, lui mi dice che è un problema mio, nel caso accetti, io ogni settimana gli devo mandare parte del lavoro fatto e devo preoccuparmi io che sia tutto in ordine.
Ora mi chiedo; a parte il fatto di essere insultato pesantemente da uno sconosciuto, se sia corretto impostare un eventuale rapporto di lavoro in questi termini: nessuna prospettiva di collaborazione reciproca  ma solo prestazione di lavoro in tempi brevi e sottopagati senza regolare contratto.

Finalmente il colloquio ha termine, la Sig.na XXX mi porge un foglio con i contatti telefonici e la mail sua e della persona con cui ho appena avuto il colloquio, apprendo in quel momento che questo signore si chiama YYY.

Non comprerò più nulla delle edizioni …



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3 commenti a “Colloquio di lavoro…immaginario?”

  1. carlo dice:

    Mamma mia…

  2. Federico dice:

    porco cane… e poi uno si chiede perché il mercato del lavoro fa schifo. Spero che tu riesca a trovare qualcosa di meglio. Io ultimamente ho perso un po’ di vista il piano, ma sarei dell’idea di riprendere prima o poi, però questa volta devi martellarmi sulla teoria, mi sa che mi conviene imparare decentemente a leggere, prima di pensare di suonare…
    ti saluto

    Federico

  3. Michele dice:

    D’istinto uno così l’avrei aspettato fuori per sprangarlo a dovere…

    Purtroppo di gente così ce n’è a bizzeffe, anche nel settore degli studi di architettura.
    Ti dice nulla, 3 mesi a 14 ore al giorno, almeno 4 o 5 sabati e domeniche “dentro” per la stratosferica somma di 1500 euro fatturati??
    E per concludere ho anche dovuto inviare delle mail di minaccia perché mi pagassero la ritenuta d’acconto.
    La prossima volta che nasco decido di fare l’idraulido e l’elettricista…

Arichivio