<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: La percezione della tonalità.</title>
	<atom:link href="http://www.questionidiarmonia.com/2010/04/la-percezione-della-tonalita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/04/la-percezione-della-tonalita/</link>
	<description>Stefano Cucchi : questioni di armonia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 27 Jan 2012 16:14:04 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
	<item>
		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/04/la-percezione-della-tonalita/comment-page-1/#comment-165</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 19:19:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.questionidiarmonia.com/?p=453#comment-165</guid>
		<description>Sono molto interessanti le questioni che proponi: sopratutto la questione della dissonanza.
Shoenberg diceva che &quot;qualsiasi agglomerato sonoro è consonante se circondato da agglomerati sonori più dissonanti&quot;.
L&#039;affermazione di Shoenberg si riferisce ad un ambito &lt;em&gt;&quot;culturale&quot;&lt;/em&gt; in senso lato.
E&#039; chiaro che esistono anche questioni &lt;em&gt;&quot;fisiche&quot;&lt;/em&gt;: rapporti tra le note degli accordi rispetto alla successione degli armonici, etc...
Questi due aspetti: &lt;em&gt;&quot;culturale&quot;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&quot;fisico&quot;&lt;/em&gt; sono spesso intrecciati.
A me piace porre questioni...le risposte le lascio ai veri studiosi!
Buona musica e buon anno. 
Stefano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto interessanti le questioni che proponi: sopratutto la questione della dissonanza.<br />
Shoenberg diceva che &#8220;qualsiasi agglomerato sonoro è consonante se circondato da agglomerati sonori più dissonanti&#8221;.<br />
L&#8217;affermazione di Shoenberg si riferisce ad un ambito <em>&#8220;culturale&#8221;</em> in senso lato.<br />
E&#8217; chiaro che esistono anche questioni <em>&#8220;fisiche&#8221;</em>: rapporti tra le note degli accordi rispetto alla successione degli armonici, etc&#8230;<br />
Questi due aspetti: <em>&#8220;culturale&#8221;</em> e <em>&#8220;fisico&#8221;</em> sono spesso intrecciati.<br />
A me piace porre questioni&#8230;le risposte le lascio ai veri studiosi!<br />
Buona musica e buon anno.<br />
Stefano.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: MaurizioB</title>
		<link>http://www.questionidiarmonia.com/2010/04/la-percezione-della-tonalita/comment-page-1/#comment-161</link>
		<dc:creator>MaurizioB</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 15:51:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.questionidiarmonia.com/?p=453#comment-161</guid>
		<description>È un discorso che mi ha sempre affascinato, inizialmente perché non ne capivo assolutamente la profondità (pensavo che un qualsiasi brano fosse assolutamente identico in qualsiasi tonalità), negli ultimi anni perché comincio a comprenderne la complessità.
Oltre alla questione dell&#039;intonazione che giustamente hai riportato, è interessante il discorso &quot;evolutivo&quot; di crescita culturale che presenti. Ma indubbiamente ci sono da considerare degli aspetti più tecnici che influiscono particolarmente, come il timbro e gli armonici. Sappiamo bene che alcuni brani &quot;suonano bene&quot; su molti strumenti, altri solo su quello per cui sono stati scritti, e questo dipende, oltre che da aspetti prettamente tecnico-esecutivi, da questioni di timbro, colore e suono, nonché dalla ricchezza di armonici che tali strumenti producono.
Inoltre come ben saprai certe disposizioni di accordi funzionano meglio solo all&#039;interno di una certa estensione, al di fuori della quale risultano confusi, cacofonici o instabili.
Aggiungo anche che con l&#039;evoluzione della musica, l&#039;&quot;orecchio&quot; è divenuto sempre più flessibile, e così come 400 anni fa era inascoltabile un accordo oggi orecchiabilissimo come quello di settima di dominante con la nona eccedente, probabilmente musica pensata nel &#039;700 in una tonalità che poteva essere solo quella, oggi verrebbe ascoltata indistintamente con effetti pressoché identici, in tonalità vicine nell&#039;arco del tono inferiore o superiore. Ed inoltre se fosse composta oggi, lo sarebbe in tutt&#039;altra tonalità, anche perché siamo a conoscenza di molti altri mezzi che contribuiscano ad ottenere ciò che anticamente dettava la scelta di una tonalità.
E concludo ricordando che la scelta della tonalità influenza la composizione stessa, quindi se è vero che un certo brano poteva essere composto solo in una certa tonalità, è anche vero che quello stesso brano composto in una tonalità anche vicina, sarebbe stato composto in maniera a volte radicalmente diversa.
Insomma, non ho risposto nemmeno io, ma ho aggiunto altre variabili ad un discorso affascinante che tutt&#039;ora non ha risposta e non ne avrà ancora per parecchi decenni, secondo me... E tutto sommato è quasi meglio così!
Tu che ne pensi di tutto ciò?

Buona musica anche a te!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È un discorso che mi ha sempre affascinato, inizialmente perché non ne capivo assolutamente la profondità (pensavo che un qualsiasi brano fosse assolutamente identico in qualsiasi tonalità), negli ultimi anni perché comincio a comprenderne la complessità.<br />
Oltre alla questione dell&#8217;intonazione che giustamente hai riportato, è interessante il discorso &#8220;evolutivo&#8221; di crescita culturale che presenti. Ma indubbiamente ci sono da considerare degli aspetti più tecnici che influiscono particolarmente, come il timbro e gli armonici. Sappiamo bene che alcuni brani &#8220;suonano bene&#8221; su molti strumenti, altri solo su quello per cui sono stati scritti, e questo dipende, oltre che da aspetti prettamente tecnico-esecutivi, da questioni di timbro, colore e suono, nonché dalla ricchezza di armonici che tali strumenti producono.<br />
Inoltre come ben saprai certe disposizioni di accordi funzionano meglio solo all&#8217;interno di una certa estensione, al di fuori della quale risultano confusi, cacofonici o instabili.<br />
Aggiungo anche che con l&#8217;evoluzione della musica, l&#8217;&#8221;orecchio&#8221; è divenuto sempre più flessibile, e così come 400 anni fa era inascoltabile un accordo oggi orecchiabilissimo come quello di settima di dominante con la nona eccedente, probabilmente musica pensata nel &#8217;700 in una tonalità che poteva essere solo quella, oggi verrebbe ascoltata indistintamente con effetti pressoché identici, in tonalità vicine nell&#8217;arco del tono inferiore o superiore. Ed inoltre se fosse composta oggi, lo sarebbe in tutt&#8217;altra tonalità, anche perché siamo a conoscenza di molti altri mezzi che contribuiscano ad ottenere ciò che anticamente dettava la scelta di una tonalità.<br />
E concludo ricordando che la scelta della tonalità influenza la composizione stessa, quindi se è vero che un certo brano poteva essere composto solo in una certa tonalità, è anche vero che quello stesso brano composto in una tonalità anche vicina, sarebbe stato composto in maniera a volte radicalmente diversa.<br />
Insomma, non ho risposto nemmeno io, ma ho aggiunto altre variabili ad un discorso affascinante che tutt&#8217;ora non ha risposta e non ne avrà ancora per parecchi decenni, secondo me&#8230; E tutto sommato è quasi meglio così!<br />
Tu che ne pensi di tutto ciò?</p>
<p>Buona musica anche a te!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

