KV 488 Concerto in la maggiore per pianoforte e orchestra di W.A.Mozart – Analisi 1′ tempo.

Mozart – Concerto per pianoforte e orchestra KV488 in la maggiore.
Data di composizione: 1786 – accademie per la Quaresima.
Terminato a Vienna il 2 marzo ed eseguito dallo stesso autore in qualità di pianista e di direttore d’orchestra.

Organico:
Pianoforte -  flauto – 2 clarinetti – 2 fagotti – 2 corni – archi.
Allegro (4/4, La maggiore)

E ‘ sempre difficile analizzare una forma estesa, si rischia di prendere una forma precostituita (in questo caso la FORMA SONATA) e di incasellarci dentro i vari elementi della composizione, certo il compositore ha in mente una forma e la reinventa secondo la sua sensibilità, le sue idee, il suo genio…

Partirei da un’idea di forma sonata – SONATA BITEMATICA TRIPARTITA – anche se i temi sono più di 2, non c’è ritornello dell’esposizione, l’esposizione sfocia nello sviluppo ed è quindi difficile determinare dove termini una e cominci l’altro, è chiaro ed inequivocabile l’inizio della ripresa.
Nell’analisi indico la numerazione delle battute dell’edizione Peters.

ESPOSIZIONE

  • 00 – 30: Esposizione 1’ tema orchestrale.
  • 31 – 66: Esposizione 2’ tema (più temi aggiuntivi) all’orchestra.
  • 67 – 98: Esposizione 1’ tema al pianoforte accompagnato dall’orchestra. Il tema è elaborato in uno stile pianistico con figurazioni proprie dello strumento (scale, arpeggi, etc…)
  • 99 – 136: Esposizione 2’ tema al pianoforte con i temi aggiuntivi. Il 2’ tema è esposto prima dal pianoforte solo, poi si aggiunge l’orchestra che dialoga col solista non a sezioni ma anche a piccole frasi.
  • 137 – 142: Coda orchestrale in forte.

SVILUPPO

  • 143 – 188: Oasi lirica prima dell’orchestra, poi del pianoforte poi solista e orchestra hanno un dialogo stretto. Si toccano tonalità minori e temi con carattere diverso.
  • 189 – 197: Breve “cadenza” pianistica con semplici accordi all’orchestra.

RIPRESA

  • 198 – 228: Esposizione 1’ tema orchestra a cui si aggiunge il pianoforte nella 2’ frase.
  • 229 – 260: Esposizione 2’ tema solo pianoforte, l’orchestra entra nei temi aggiuntivi.
  • 261 – 283: Oasi lirica al pianoforte (nello sviluppo era all’orchestra), poi la frase liricha viene ripresa dall’orchestra (fiati) mentre il pianoforte accompagna con figurazioni a scale e arpeggi (scrittura idiomatica).
  • 284 – 297: Coda orchestrale in forte che termina sull’accordo di 4’ – 6’ di cadenza.
  • NON NUMERATA: Cadenza del pianoforte.
  • 298: Conclusione orchestrale.


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2 commenti a “KV 488 Concerto in la maggiore per pianoforte e orchestra di W.A.Mozart – Analisi 1′ tempo.”

  1. Alberto Negrello dice:

    grazie! premesso che sono sordo (gravemente), stonato ed ignorante… specialmente in fatto musicale … sono tuttavia rimasto colpito dalla bellezza di questo concerto nell’esecuzione proposta da Maija Judina (anche Zampanò nel finale de “La strada” di Fellini non è indifferente alla bellezza!allora c’è speranza per tutti! anche per me!) recentemente valorizzata al Meeting di Rimini.Alcuni amici hanno organizzato a Genova una serata-concerto per presentare il libro della Parravicini sulla pianista russa e mi hanno coinvolto … Ho così deciso di saperne di più e mi sono imbattuto in questa sua analisi e l’ho trovata interessante perchè mi permette di conoscere meglio proprio il brano più “famoso” suonato dalla musicista russa … le chiederei se le fosse possibile inviarmi l’analisi del testo rimanente ed una sua opinione sull’interpretazione della Judina … grazie, a buon rendere!

  2. Stefano dice:

    Non ho ancora analizzato il 2′ e il 3′ tempo del brano ma sicuramente lo farò a breve…
    Ho visto su youtube che ci sono le registrazioni della Judina che suona questo concerto, le ho ascoltate, è difficile giudicare.
    Mi affascina molto il 2′ tempo, non immaginavo che potesse reggersi con un tempo così lento che non ho sentito in nessun altra interpretazione.
    So che esiste un aneddoto riguardo alla registrazione di questo concerto da parte della Judina: io lo riferisco ma va preso con beneficio di inventario:
    Stalin ascoltò alla radio l’esecuzione della Judina e ne chiese la registrazione, l’esecuzione era una diretta e non esisteva copia del disco, la Judina venne chiamata d’urgenza di sera, venne registrato il disco e portato a Stalin.
    Stalin apprezzò e fece avere una grossa somma di denaro alla Judina la quale rispose per iscritto che avrebbe devoluto quella somma alla chiesa ortodossa che frequentava e che avrebbe pregato per i peccati di Stalin.
    Non so quanto ci sia verio in questo aneddoto, è certa però la fede religiosa di Maria Judina professata apertamente in un periodo in cui era molto difficile manifestare apertamente la propria professione religiosa…
    Buona musica.
    Stefano.

Arichivio